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Expo 2015

La chiusura di Expo e gli interrogativi sul dopo evento

Marco Maria Medardo Marcucci
3 novembre 2015

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La sfida di Expo è terminata, ed è subito corsa ai numeri. Quei numeri che hanno fatto tanto discutere fin dallo scorso primo maggio. Quei numeri che erano di vitale importanza per la riuscita di un evento di tale portata. Proprio quei numeri che sembravano così lontani e che ora non lo sono più.

20 milioni di visitatori era il numero da superare, e secondo le prime stime del team di Expo, un traguardo ampiamente raggiunto. Degli oltre 50 padiglioni costruiti in tutta fretta ci rimarranno alcune foto sul rullino fotografico del nostro iPhone, e da lì partiranno accese discussioni su quale padiglione sia stato il migliore, sempre in rapporto al tempo da aspettare in coda.

Nell’ultimo giorno i tornelli hanno chiuso alle 17 per lasciare il posto alle 18 alla tanto attesa manifestazione, trasmessa persino in diretta sulle reti nazionali. Tra i molti volti noti partecipi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il commissario generale delle Nazioni Unite Eduardo Rojas Briales.

Una sfida di Expo si è conclusa e i 6 mesi sotto i riflettori sono volati. Ora il momento più difficile, il dietro le quinte del dopo Expo. Tanto se ne è parlato, adesso mano ai fatti.

Che fine faranno i padiglioni, saranno smantellati o riutilizzati? E tutta l’area del sito espositivo? Molti, moltissimi interrogativi che necessitano una risposta dal Commissario Unico Giuseppe Sala, dalla Regione Lombardia e dal Governo.

E l’albero della vita? È così tanto piaciuto ai milanesi che la social community ha dato il via ad una campagna per trasferirlo permanentemente in Piazzale Loreto.

Rimaniamo in attesa di ulteriori notizie e sviluppi in merito, mentre la sfida non si ferma qui e in attesa di riscontri dalla pubblica amministrazione per far luce sugli sviluppi del sito espositivo, il testimone da Milano passa a Roma per il Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco.

Vedremo se Roma saprà fare meglio.


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