Cinema

La città del futuro

Giorgio Raulli
28 maggio 2015

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L’inventore Frank Walker (George Clooney), ex enfant-prodige, ex membro di un incredibile progetto segreto per un nuovo e radioso futuro per l’umanità, è ormai disilluso dai suoi ideali. L’incontro con Casey Newton (Britt Robertson), una ragazza particolarmente portata per la scienza, oltre che inguaribile ottimista, sarà l’inizio di una pericolosa missione per svelare i segreti della misteriosa Tomorrowland, aiutati da Athena (Raffey Cassidy) e intralciati da Nix (Hugh Laurie).

Dalle idee sul futuro di Walt Disney in persona, Tomorrowland si ispira a un’utopica città in cui poter trovare una soluzione ai problemi delle città; questa iniziativa di Disney in persona non fu mai portata a termine, ma in suo onore è stato costruito il suo progetto sotto forma di attrazione per il parco Magic Kingdom in Florida già dagli anni ’50. Il regista del film è Brad Bird (Il gigante di ferro, Gli incredibili, Ratatouille), che, nonostante abbia dimostrato il suo talento più volte, qui è scivolato su una buccia di banana.

Se già il tema fantascientifico è di difficile trattazione e difficile da far digerire al largo pubblico a cui la Disney si rivolge, Tomorrowland – Il mondo di domani acquista immediatamente un taglio teen, molto simile a Spy Kids, a cominciare dalle insopportabili interruzioni/spiegoni dei protagonisti sul flashback iniziale che vorrebbero strizzare l’occhio ad una narrazione considerata “nuova” e anche divertente. Troppo lenta (anche se piena di combattimenti avvincenti) tutta la parte iniziale della storia, quella classica fase in cui i protagonisti accettano la missione nonostante i pericoli e la riluttanza iniziale. Il problema della sceneggiatura probabilmente risiede proprio in questa sua indefinitezza, data anche dal miscuglio non sempre riuscitissimo di sarcasmo e discorsi ispirati, di flashback e cambi di dimensione, poca chiarezza sugli elementi fantascientifici.

Inoltre anche il cast di attori bravissimi – non solo veterani come Laurie e Clooney ma anche le giovani Robertson e Cassidy – non è sufficiente a colmare le lacune nella costruzione dei personaggi: tutti non abbastanza vicini allo spettatore, oltre alla scarsa incisività dell’antagonista. Davvero un peccato, anche perché il film nonostante tutto scorre e piacerà sicuramente ai più piccoli, ai quali però è difficile credere che il messaggio di fondo rimarrà semplice da assimilare in quello che sembra essere un film per “Expo 2015 – Nutriamo il pianeta”: la condanna alla stupidità e all’indifferenza dell’uomo, la celebrazione della creatività e della speranza, l’importanza del progresso per un futuro sempre migliore, sono davvero l’anima di Tomorrowland (sia del progetto di Disney che di questa pellicola), e sono temi forti, giusti, ma molto impegnativi se guardiamo al risultato infantile/adolescenziale finale.


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