Fashion

La cravatta di Lord Brummell, ovvero il dettaglio che fa la differenza

staff
4 aprile 2012

Giorgio Armani

“I nostri fallimenti! I nostri fallimenti!”, gemeva sconsolato il valletto di George Bryan Brummell, scendendo incontro ai visitatori con le braccia cariche di cravatte…smesse. Era nel tardo Settecento quando  il divino dandy, detto il  “Beau”, impiegava delle ore per allestire intorno al collo il fiocco della larga striscia in candida mussolina, che scartava inorridito fin tanto che non otteneva un effetto assolutamente naturale ed estemporaneo(?!).
Ah l’accessorio! Ornamento superfluo,  capriccio della fantasia, segno e comunicazione, test di gusto e personalità… cioè il dettaglio che fa la differenza, come ben sapeva Lord Brummell, arbiter elegantiarum per eccellenza, diventato un mito per i suoi contemporanei compreso il Principe di Galles, futuro Giorgio IV. Molti canoni e regole dell’eleganza maschile da oltre duecento anni ad oggi si basano sul paradosso sostenuto dal raffinatissimo gentiluomo che definiva “elegante” l’uomo che non si nota, ma che tuttavia si distingue. Che cosa è poi l’eleganza? Il significato originario nelle sua accezione latina è la capacità di scegliere, di “eligere”, appunto. A rendere un uomo vestito in modo garbato e piacevole, magari con un completo formale, pur senza  rischiare un risultato banale e  “piatto”, è certamente la scelta armoniosa e personalizzata di ogni singolo dettaglio. Salvo restando il buon taglio dell’abito, il texture della stoffa, il rispetto dei codici prestabiliti dettati sia dal luogo, sia dell’occasione in cui si sfoggia. Per le stoffe dedicate al guardaroba primaverile dei nuovi dandy ci sono inedite strutture mosse tipo stuoie e uniti dalle nuances molto fresche. “Dominano le mischie di filati leggeri e versatili -conferma Luigi Palandri, responsabile del coordinamento stilistico della Tessitura Botta Fila- ideali per sdrammatizzare i capi maschili che si evolvono verso una portabilità meno scontata, dove il capospalla  si sposa sia con un pantalone pressoché classico, sia con i jeans”. Tessuti di qualità, privi di ogni rigidezza sono utilizzati anche da Lardini per le giacche di primavera, siglate da tocchi d’autore quali  le impunture a vista sui revers e i bottoni in corno. E siccome l’abbigliamento maschile non è privo né di edonismo, né di romanticismo, ecco il fiore all’occhiello realizzato nello stessa materia del blazer, una camelia o una gardenia? Un fiore stilizzatoche evoca i Pins della Nouvelle Vogue anni Settanta ed oggi simbolo della maison. Ancora corolle, questa volta sparse su stole e sciarpe estive in spumeggiante seta di Ducks, portate con nuova nonchalance per stemperare il rigore dei completi dall’aplomb tipicamente British, o per sostituire la sgargiante cravatta di un verde brillante che esalta il navy blue del doppiopetto.
Già la cravatta, accessorio maschile per antonomasia che, a torto o a ragione, semiologi e psicologi definiscono un emblema fallico, qualcosa con cui il maschio si propone e si auto compiace (perfino quando brilla per assenza?). Sempre ad hoc la cravatta di seta nella taglia canonica, costruita con un unico pezzo di stoffa, ripiegato sette volte e rifinito con cuciture a mano. Una volta annodata la sua lunghezza deve appena sovrapporsi alla cintura dei pantaloni. Il trend new classic riporta in auge quella a righe regimental che ben si abbina ai completi estivi in gabardine  tinta unita. Cravatte rigate  giocate sul bicolore le propone, per esempio, Gallo e non mancano divertenti, gonfi  papillon a quadretti  e a virgole paisley. Ma ad offrire saldo appoggio alla fantasia ornamentale del collo è pur sempre la camicia. Utile, frivola,  leggiadra e indispensabile complemento assortito al mood dell’occasione, è un’amica fidata, una compagna intima con la quale il rapporto è necessariamente “di pelle”. Super classica o casual, button down o da escursione, genere cow boy o da sera… il suo fresco abbraccio, i suoi colori, le sue piccole postille di stile la rendono irresistibile anche a “lei”, quando se la infila voluttuosamente a mo’ di negligé… il mattino dopo. Delicati pastelli azzurrati per le proposte di Ermanno Scervino, però rimane sovrana la candida camicia da smoking in cotone-seta chiusa dal papillon rigorosamente bianco. Meglio ancora con i doppi polsi per poterci infilare i gemelli, intramontabile  touch of class che, persa la funzione originaria di identificare lord e rampolli di famiglia altolocata, oggi è un oggetto (quasi) democraticamente chic.  Hanno un’anima di palladio, cesellata da una lavorazione punta di diamante, quelli suggeriti da S.T. Dupont, griffe famosa per la penna a sfera dal design molto contemporaneo, ispirato alla fusoliera di un aereo. Docile e dinamica nel contempo, è perfetta tra le forti dita di un uomo.
Dalle mani ai piedi, perché no? Pur relegati in fondo alla figura esigono grande attenzione per l’effetto d’insieme. Va sottolineato che la calza -rigorosamente lunga fin sotto il ginocchio anche nella bella stagione-, funge da trait d’union tra i pantaloni e la scarpa, pertanto il passaggio tra i primi e la calzatura deve essere il più armonico possibile. Il che non significa semplicemente tono su tono giacché le ultime tendenze evidenziano una netta prevalenza di colori a contrasto. Filo di Scozia in tinta unita e cotone multicolor per le proposte del Calzificio Gallo e il piede si adagia contento nelle francesine di Moreschi, vero e proprio must have di ogni gentleman moderno. Calzature accuratissime in pelle e lino nelle raffinate nuances chiare ispirate alla moda Anni Ruggenti da Grande Gatsby. Anche Giorgio Armani dedica una particolare cura alle scarpe estive con modelli significativi come le brogues sportive e leggere e soprattutto le espadrillas dal passo felpato in diversi materiali quali il velluto o il cocco scamosciato, portate con disinvoltura… senza calze, come piaceva a Pablo Picasso. Mentre i capelli suggerisce di pettinarli lisciati tutti all’indietro alla Curzio Malaparte.
E se lo stile si esprime attraverso ogni dettaglio, non può mancare l’orologio da polso: status symbol, oggetto di prestigio e vero gioiello da uomo. Con più di 150 anni di esperienza nel campo dell’innovazione, della precisione e del design, Tissot realizza l’orologio svizzero che tutti vorrebbero possedere. Per gli appassionati dello sport e della tecnologia avanzata ecco il Tissot Sea-Touch che promette un’estate di ardue ed “eleganti” immersioni dove il mare è più blu.

 

Marisa Gorza

  • Dupont

  • Dupont

  • Gallo

  • Gallo

  • Giorgio Armani

  • Moreschi

  • Lardini

  • Ermanno Scervino

  • Giorgio Armani


Potrebbe interessarti anche