Arte

La cultura millenaria dei Maya alla Gran Guardia di Verona

Rita Cotilli
14 gennaio 2017

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Se c’è una civiltà che ha da sempre affascinato per l’ingegno, le architetture megalitiche e i misteriosi presagi sul futuro, è sicuramente quella dei Maya, la cui storia si protrae dal III millennio a.C. sino ad epoca coloniale, lasciando tuttora irrisolti numerosi scenari.

L’arte e la cultura di questo enigmatico popolo vengono raccontati attraverso la mostra “Maya. Il linguaggio della bellezza”, visitabile fino al 5 marzo a Palazzo della Gran Guardia di Verona. L’evento, curato da Antonio Aimi e Karina Romero Blanco, è stato prodotto e organizzato  da Arthemisia Group e Kornice, grazie all’intervento dell’ Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH).

K’inich Janahb’ Pakal - Palenque, Chiapas - Periodo Classico Tardo (600 - 900 d.C)

K’inich Janahb’ Pakal – Palenque, Chiapas – Periodo Classico Tardo (600 – 900 d.C)

Una rassegna di oltre 300 opere provenienti dai più importanti musei messicani che, insieme a spettacolari ricostruzioni architettoniche, proiettano il visitatore nel passato attraverso un viaggio temporale che conduce dal 2000 a.C. al 1542 d.C.

La cultura dell’antica popolazione che abitava l’odierno Messico viene riletta, per la prima volta, alla luce delle parole e dei testi degli stessi Maya, grazie alla decifrazione della loro scrittura, considerata come la più grande rivoluzione antropologica dell’ultimo secolo. Viene, inoltre, offerto un nuovo modo di rapportarsi all’arte maya, che coniuga la lettura archeologica dei manufatti a quella storico-artistica, individuando maestri, scuole e stili all’interno dei tre grandi periodi – preclassico, classico e postclassico – che hanno visto fiorire questa civiltà.

Incensiere di Kukulcán - Mayapán, Yucatán - Periodo Post-Classico Tardo (1250 –1527 d.C.)

Incensiere di Kukulcán – Mayapán, Yucatán – Periodo Post-Classico Tardo (1250 –1527 d.C.)

Il percorso espositivo è strutturato in quattro sezioni dedicate a specifiche tematiche culturali ed artistiche: la decorazione dei corpi, gli abiti e gli ornamenti, il rapporto con gli animali, visti come simboli delle forze naturali, e la rappresentazione del sacro. Sculture antropomorfe e zoomorfe si accompagnano ad oggetti d’uso comune come gioielli, strumenti musicali, vasi e incensieri, oltre a frammenti di testi, mappe e simboli di potere.

Maschera funeraria con ornamenti per le orecchie - Calakmul, Campeche - Periodo Classico Tardo (600 –900 d.C.)

Maschera funeraria con ornamenti per le orecchie – Calakmul, Campeche – Periodo Classico Tardo (600 –900 d.C.)

Sono presenti inoltre capolavori come la Testa raffigurante Pakal il Grande, vissuto tra il 603 il 683 d.C., il più importante re di Palenque (tra i più significativi siti archeologici maya situato in Chiapas), e la Maschera a mosaico di giada raffigurante un re divinizzato, tipico esempio di manufatto funerario, indossato dal defunto per raggiungere l’oltretomba.

Un vero e proprio cammino attraverso la storia, capace di svelare, attraverso il linguaggio della bellezza, riconoscibile nella sua arte e nei suoi misteri, l’immutato fascino della civiltà dei Maya.

 

Maya. Il linguaggio della bellezza
8 Ottobre 2016 / 5 Marzo 2017
Palazzo della Gran Guardia Piazza Bra, 1, Verona
Orari: da lunedì a domenica 9.30 -19.30


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