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Cinema

La curiosa storia di Eddie “l’aquila”

Giorgio Raulli
9 giugno 2016

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Siamo a cavallo tra gli anni ’70 e ’80: Eddie Edwards (Taron Egerton) sogna fin da piccolo di partecipare alle Olimpiadi, provando senza successo numerose discipline; col sostegno amorevole della madre e il severo realismo del padre, Eddie ad un certo punto decide di dedicarsi alle Olimpiadi Invernali, in particolare al salto con gli sci, disciplina in cui il Regno Unito non partecipava da 60 anni. Si trasferisce nel centro di formazione per saltatori in Germania, dove però viene deriso dagli altri atleti per la sua inesperienza; qui  Bronson Peary (Hugh Jackman), ex promessa statunitense di salto con gli sci, aiuterà Eddie a diventare un vero e proprio eroe popolare.

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L’attore Dexter Fletcher, qui al suo terzo film da regista, ci racconta – romanzandola molto – la vera esperienza dello sportivo inglese Eddie the Eagle, che in effetti riuscì a partecipare ai XV Giochi Olimpici in Canada, arrivando sempre ultimo nelle gare e diventando famoso perchè il suo caso suscitò l’attenzione dei media e la simpatia del pubblico. La sua scarsa resa spinse però gli organizzatori delle gare di salto con sci a rivedere i requisiti di ammissione, affinchè la partecipazione olimpica rimanesse preclusa a chi in futuro avesse voluto seguire l’esempio di Edwards.

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Il film strizza l’occhio a Cool Runnings – Quattro sottozero, famosa pellicola sulla squadra giamaicana di bob che gareggiò proprio alle stesse Olimpiadi dell’88. Eddie The Eagle – Il coraggio della follia segue lo stesso modello, cosa che avrebbe potuto aiutare la pellicola a rimanere sui binari giusti, dato che il percorso era in qualche modo già tracciato. Purtroppo però si abbandona molto alla retorica e a scelte narrative che di fatto rendono il racconto meno accattivante, come ad esempio il tono sognante con cui viene costantemente dipinto il protagonista, o come il fatto che il personaggio di Jackman sia il classico allenatore stereotipico, quel coach che una volta era un atleta, i cui sogni sfumati lo hanno portato all’alcool.

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I colori vintage della pellicola e la determinazione naïf del protagonista allontanano Eddie The Eagle dal mondo dei film sportivi e biografici, ponendolo invece nell’insieme delle storie personali di determinazione e coraggio nell’inseguire i propri sogni. La quasi totalità del film poggia sulla buona chimica tra i due protagonisti, chiusi nella solita, anche se divertente, dinamica del cinico mentore e del giovane allievo pieno di speranze. Senza tratti davvero distintivi, Eddie The Eagle – Il coraggio della follia rimane un film piacevole e godibile, una finestra su una vicenda curiosa della storia dello sport, nelle sale italiane dal 2 giugno.


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