Fitness & Wellness

La dieta della chitogenesi: una “low carb” problematica

Alessio Rinelli
25 febbraio 2013

Tra tutte le possibili diete, ampi dibattiti si instaurano tra chi propone e chi denigra le diete low carb, un tipo di regime alimentare nel quale i carboidrati semplici contenuti in dolciumi e bibite sono eliminati a favore di cibi a basso contenuto di grassi, che accostati alle proteine risultano la principale fonte di nutrimento.

Questa tipologia di dieta è nata negli Usa in manovra contraria alle diete low fat, che non riuscivano adeguatamente a far fronte al problema dell’obesità statunitense. Le diete low carb possono essere considerate tali quando forniscono meno di cento grammi di carboidrati al giorno, con una ripartizione dei nutrienti simile a questa: 50-60% di lipidi, 20-30% di proteine e meno del 30% di carboidrati.

A questa tipologia di regime alimentare appartiene la dieta chetogenica.

I CORPI CHETONICI
Lipolisi e Glicolisi, i processi che degradano lipidi e glucosio allo scopo di fornire energia, possono rallentare, anche fortemente, in caso di dieta low carb, o quando il corpo è a digiuno per molte ore. I corpi chetonici entrano in campo quando questi processi sono compromessi, sopperendo alla mancanza dei carboidrati.

PRO E CONTRO
Questa attività metabolica intensa ha due risultati, uno positivo ed uno negativo.
Questo lavoro aumenta la quantità di calorie bruciate per via dell’effetto termogenetico e stimola la secrezione di ormoni e la produzione di metaboliti che favoriscono lo smaltimento del grasso e sopprimono l’appetito. Per tutti questi motivi l’efficacia “dimagrante” della dieta chetogenica è elevata.

Questo sforzo del corpo tuttavia, costretto a scindere le proteine evitando di assumere glucosio, è una forzatura inutile, in quanto intossica l’organismo e lo fa lavorare per niente. Se la produzione di corpi chetonici diviene molto elevata, il loro accumulo nel sangue, definito chetosi, abbassa il ph ematico con conseguente acidosi metabolica, tipica dei diabetici non trattati.

Una dieta, invece, lievemente iperproteica, magari ricca di carboidrati, ma complessi, e parecchie fibre, mantiene gli effetti benevoli della chetogenica ma non affatica il corpo o danneggia i processi naturali dell’organismo, promuovendo uno stile di vita più sano ed una alimentazione anche più vicina alla nostra, quella propria della cucina mediterranea.