Cinema

La fede di Philomena

Giorgio Raulli
24 febbraio 2014

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Agli albori degli anni ’50 la giovane irlandese Philomena Lee (interpretata nelle scene giovanili da Sophie K. Clark e successivamente da Judi Dench), incinta, viene ripudiata dalla famiglia e mandata in un convento: per ripagare le suore delle cure prestatele per la sua gravidanza, Philomena lavora incessantemente nella lavanderia del convento, potendo vedere suo figlio Anthony soltanto per un’ora al giorno. Quando Anthony viene dato in adozione, Philomena si impegnerà in segreto tutta la vita per cercare di ritrovarlo. Oggi, ormai anziana, incontra Martin Sixmith (Steve Coogan), un giornalista sull’orlo della depressione, che, seppure inizialmente controvoglia, vorrà pubblicare la sua storia e aiutarla a trovare finalmente suo figlio.

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Stephen Frears mette in scena sul grande schermo il libro The Lost Child of Philomena Lee che Sixmith ha realmente pubblicato, dando voce alla vera storia di giovani madri e dei loro figli, vicende che già nel film Magdalene erano state mostrate al grande pubblico denunciando l’operato e la malafede di molte suore. Philomena non si limita al poco innovativo dramma della madre alla ricerca del figlio, ma punta l’obiettivo su qualcos’altro: semplicemente sulla personalità di Philomena, una donna ingenua e romantica, sicura delle sue convinzioni e della sua fede nonostante le ingiustizie subite; tuttavia non è chiusa al nuovo ed è sempre piena di stupore, anche se entra inevitabilmente in conflitto con il carattere cinico del suo compagno di viaggio Martin.

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Il giornalista è un uomo serioso, dallo humor inglese, un po’ presuntuoso e ateo (o per lo meno attribuisce alla fede altri significati rispetto a Philomena): come l’olio e l’acqua non possono mescolarsi, ma possono perfettamente convivere nello stesso bicchiere, e se la coppia così “male-assortita” funziona tanto bene è merito dei due attori. Judi Dench riesce ad essere tenera, simpatica e amareggiata allo stesso tempo, facendo capire allo spettatore ogni intimo pensiero del proprio personaggio, semplicemente con lo sguardo; Steve Coogan (che ha anche sceneggiato il film) dà vita a un personaggio algido, capace tuttavia di esplodere nella passionalità, specialmente nella sfuriata finale contro la suora anziana.

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Uscito nelle nostre sale il 19 dicembre 2013 grazie a Lucky Red, la pellicola di Fears si sottrae abilmente da un triste destino, quello di diventare l’ennesima storia tutta lacrime e maternità, traendo forza più che dalla polemica contro la Chiesa, ormai poco innovativa, dalla sua protagonista: Philomena, sia il film sia la donna, vive di pacatezza e simpatia, ma anche di ritmi giusti e drammaticità. In corsa per 4 Oscar.

Giorgio Raulli


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