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La foresta Dvinsky nella Taiga Russa è a rischio: l’appello di Greenpeace

Alessandra Buscemi
10 marzo 2017

Gufi reali, ghiottoni, orsi bruni, piante ed animali rari: questa la popolazione della foresta Dvinsky, nella Taiga russa, una della più grandi d’Europa.

Popolazione ed ecosistema a rischio secondo Greenpeace, poiché attualmente la legislazione russa consente ancora lo sfruttamento non sostenibile dell’ambiente, ignorandone la salvaguardia. Le aziende che operano nel settore della carta e del legname nella regione di Arcangelo impiegano metodi di deforestazione assolutamente nocivi: dopo aver abbattuto gli alberi in una determinata area, si spostano in un’altra senza prima aver proceduto a riforestare. Così, poco a poco, le foreste vengono interamente distrutte e le aree intatte sono sempre meno.

Nel 2001, dopo una campagna di Greenpeace e numerosi negoziati tra le aziende e la ONG, è stato raggiunto un accordo per vietare il taglio di legname nella Foresta Dvinsky. Successivamente, nel 2011, le autorità locali della regione l’hanno inclusa nella lista delle future aree protette. Tuttavia, a causa delle pressioni che aziende e lobbisti del settore esercitano sui governi regionali, dopo cinque anni la Foresta Dvinsky non è ancora un’area protetta e continua a essere distrutta.

La Taiga russa, spiega l’associazione ambientalista, è parte dell’ecosistema della Grande Foresta del Nord, che si estende per 16 milioni di chilometri quadrati dall’Alaska alla Russia, passando per il Canada e la Scandinavia. Rappresenta un terzo delle foreste rimaste sulla Terra ed è il secondo più grande ecosistema del mondo, dopo le foreste tropicali. Circa il 60% della Grande Foresta del Nord (950 milioni di ettari) si trova proprio in Russia, dove però – rileva Greenpeace – “le blande leggi forestali permettono la frammentazione o la radicale trasformazione delle foreste, spingendo le aziende del settore del legno e della carta a spostare la loro attenzione verso le foreste vergini o Paesaggi Forestali“.

La regione russa di Arcangelo è vista dall’industria del legno e della carta come una vera “miniera di legname” e la Foresta Dvinsky è ormai divenuta il fulcro di un acuto conflitto d’interessi.

Greenpeace chiede quindi di non acquistare materie prime provenienti da Paesaggi Forestali Intatti: Aziende e lobbisti che operano nel settore della carta e del legname in Russia, insieme ai loro clienti italiani ed europei devono rispettare le IFL (Intact Forest Landscapes) e le autorità di Arcangelo devono mantenere la loro promessa di includere la protezione della Foresta Dvinsky nel piano regionale.

 


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