Arte

La fotografia interprete del multiculturalismo: i fratelli Essop

staff
1 settembre 2012

“Remembrance”: è questo il titolo scelto per l’affascinante esposizione fotografica ospitata presso la prestigiosa Goodman Gallery, a Città del Capo. Protagoniste della mostra sono le fotografie scattate da Hasan e Husain Essop, due talentuosi fratelli oriundi della città sudafricana e testimoni di un clima culturale vivace e avanguardistico.

Legati professionalmente sin dalla conclusione degli studi universitari, i due fotografi hanno ottenuto ampi riconoscimenti, partecipando a numerose esposizioni, tanto personali quanto collettive, in tutto il globo. La cifra peculiare della produzione artistica degli Essop si rivela manifesta in “Remembrance”: la prospetta efficacemente la tematica del ricordo, analizzata in relazione alla dimensione storica e religiosa delle civiltà. Nella modernità globalizzata e multiculturale, contraddistinta da un livellamento delle specificità locali e al parallelo riemergere delle identità etnico-religiose, uno sguardo acuto e consapevole sulla realtà circostante non può prescindere dal rilevare le contraddizioni ad essa intrinseche; lo sguardo dei fratelli Essop si mostra all’altezza del non facile compito.
In un itinerario capace di includere La Mecca, Gerusalemme, Amsterdam, Amburgo ed il Senegal, paesaggi radicalmente eterogenei entrano in virtuosa comunicazione dialettica, segnando l’immaginazione dello spettatore mediante l’evocazione della memoria di luoghi altamente simbolici. Una geofilosofia spirituale sorge così non da intricate analisi razionalistiche, bensì a partire da un patrimonio visivo colto intuitivamente.
Il carattere informativo, proprio di un reportage giornalistico, si inserisce in un lirismo prettamente artistico: il risultato è una trattazione organica di quella complessa relazione fra Occidente ed Oriente di cui si cerca di ricostruire la provenienza e gli sviluppi idealmente più significativi.

“Remembrance” è aperta al pubblico dall’ 11 Agosto sino al 15 Settembre presso una galleria alla cui storia è bene far cenno.
Focalizzata sull’arte contemporanea sudafricana ed africana in genere, ma anche su diversi artisti interessati ad uno scambio culturale con il Continente Nero, la Goodman Gallery ha svolto un ruolo non secondario fin dalla sua fondazione ad opera di Linda Goodman, nel 1966. Acquistata nel 2008 da Liza Essers, la galleria ospita artisti di valore, quali William Kentridge, Kendell Geers e David Goldblatt. Dotata di due spazi principali a Città del Capo e Johannesburg, la Goodman Gallery è un saldo baluardo di promozione artistica per un Paese emergente desideroso di stupire.

Luca Siniscalco


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