Fotografia

La fotografia “nuova” di Mario Cresci in mostra a Palazzo Crespi

Alberto Pelucco
14 ottobre 2015
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Mario Cresci, dalla serie “I rivolti”, Contessa di Castiglione #1 (2013) stampa su carta Hahnemühle 100% cotone piegata a mano

Fotografia come mera riproduzione del reale? Non più con Mario Cresci, protagonista della mostra “In bilico nel tempo”, organizzata da Nicoletta Rusconi Art Projects, in collaborazione con la Casa d’Aste francese Artcurial, presso Palazzo Crespi a Milano.

Se la fotografia era nata a fine Ottocento per rappresentare il mondo, il fotografo, nato a Chiavari nel 1942, cerca in essa uno strumento di contrapposizione alla realtà, concentrandosi non tanto sul soggetto, quanto sui margini di indagine del mezzo fotografico e sulle ulteriori potenzialità del suo linguaggio espressivo.

L’autore prende a riferimento alcune opere d’arte storiche, tele, ritratti, dipinti, fotografie, appartenenti a epoche diverse e le parifica.

Li colora, come gli undici ritratti tutti blu della serie “Equivalents”, ognuno con inscritta una lettera del nome della serie, come in un gigantesco acronimo.

Mario Cresci, Equivalents #4, 2014

Mario Cresci, Equivalents #4, (2014), particolare installazione, Pinacoteca di Brera, 2014

Li stropiccia, come le due stampe di un celebre scatto del francese Pierre-Louise Pierson (1822-1913) nell’opera “I Rivolti” (2013); soggetto dello scatto era originariamente la Contessa di Castiglione, ma non importa più.

Li snatura, come nell’opera della serie “D’Aprés”, ispirata ad un autoritratto del Parmigianino. Nel 1524 il pittore dipinse il suo volto riflesso da uno specchio convesso, che ne deformava l’immagine; sull’autoritratto Cresci sovrappone in trasparenza la fotografia di una parte del suo studio, anch’essa riflessa da uno specchio convesso. Il soggetto – o quello che ne resta – diventa un ponte tra l’artista e quell’universo di potenzialità espressive del mezzo fotografico.

Mario Cresci, D’après Parmigianino,”Autoritratto allo specchio convesso”,1524, (2015) stampa True Fine Art Giclée su carta Hahnemühle baryta, 100% cotone

Mario Cresci, D’après Parmigianino,”Autoritratto allo specchio convesso”, 1524, (2015)
stampa True Fine Art Giclée su carta Hahnemühle baryta, 100% cotone

Oltre il concreto, c’è l’astratto. Cresci trova il modo di guidarci anche in quello. In molte delle sue opere l’artista attira il nostro sguardo sui motivi geometrici delle cornici quadrate, ovali e rotonde, oppure sul retro delle opere in restauro. Nelle interazioni di queste con la luce e dai giochi che ne derivano si sfoga la tensione dell’artista di una ricerca verso ciò che trascende l’essere.

Una mostra che si configura come riflessione sull’importanza del soggetto nella storia dell’arte e – perché no – della fotografia. Fedele al suo credo, secondo cui l’immagine immortalata non è il fine dell’opera, ma il mezzo per sviluppare un’indagine più profonda, Cresci analizza le potenzialità di un linguaggio espressivo attraverso opere eclettiche, in linea con gli avanguardisti più importanti, da Picasso a Man Ray.

 

“In bilico nel tempo” di Mario Cresci
dal 2 ottobre al 31 ottobre 2015
Artcurial Milano, Palazzo Crespi Corso Venezia, 22 – 20121 Milano
Orario: da lunedì a venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Chiuso: il sabato e la domenica.
Informazioni www.artcurial.com
Ingresso libero

 

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