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Arte

La fuga dei pennelli

Enrica Governi
19 gennaio 2013

La vincitrice assoluta dello scorso anno, Michela Benedan, con
l’amministratore delegato di Ricoh Italia, Davide Oriani

 

Si inaugurerà il prossimo 7 marzo, presso lo Spazio Oberdan di Milano, la terza edizione del “Ricoh”, il premio che crea un ponte, in una logica di responsabilità sociale, tra arte e mondo dell’impresa. Ricordiamo che tra i mali che affliggono l’Italia, uno dei più umilianti è la fuga dei cervelli. E’ particolarmente triste vedere i nostri migliori giovani trasferirsi all’estero perché da noi non riescono a trovare le giuste occasioni in grado di valorizzarne le potenzialità. Questa fuga non riguarda soltanto chi è impegnato in attività intellettuali e scientifiche, ma anche chi lavora nel mondo dell’arte, dove si sta registrando un’autentica “fuga dei pennelli”. Del resto, è stato calcolato che soltanto una minuscola parte degli allievi delle accademie riesce, una volta terminati gli studi, a trovare un lavoro collegato al mondo dell’arte.
Proprio per aiutare i nostri migliori giovani pittori, scultori e fotografi, ed evitare che siano costretti a espatriare, impoverendo oltretutto il Paese, Ricoh Italia, filiale italiana del colosso giapponese, organizza da tre anni, appunto in una logica di csr (corporate social responsibility) un Premio d’arte. Il “Ricoh”  è aperto agli artisti under40, che interpretano i valori della società, riassumibili nella formula “l’innovazione ecosostenibile”.  L’organizzazione del Premio è in contatto con le circa 40 accademie italiane e con altre scuole d’arte. Mediamente aderiscono 500 giovani, le cui opere sono sottoposte a una selezione da parte di Art Relation, la società che affianca l’azienda nipponica nel progetto e dal professor Giacinto Di Pietrantonio, uno dei massimi critici della contemporary art, presidente della giuria. Vengono così individuate circa 25 opere finaliste, divise in tre categorie (pittura/disegno/grafica, scultura/installazione, fotografia/digital art/video art). I finalisti espongono all’Oberdan per oltre una settimana. Una vetrina eccezionale per far conoscere i giovani talenti. Basti pensare che l’esposizione dei disegni di Gustav Klimt, giudicata una delle migliori mostre dello scorso anno, si è tenuta proprio all’Oberdan. Le opere finaliste vengono oltretutto inserite in un catalogo, con la presentazione di Di Pietrantonio. Ma non è tutto: l’opera vincitrice in assoluto e le tre vincitrici di categoria sono acquistate da Ricoh Italia per una costituenda collezione aziendale.

Enrica Goveri


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