La gaffe del M5S sull’Isis: “i terroristi vanno considerati interlocutori”

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo
22 agosto 2014

Come saprete, lIsis è un gruppo terrorista sunnita estremista tra i più pericolosi in circolazione che ha conquistato, dopo più di un anno di lotte, circa un terzo dellIraq. L’Isis è un’organizzazione molto particolare in quanto non si considera un “gruppo”, ma bensì uno “stato” ed usa metodi così violenti che di recente persino al Qaida se ne è distanziato.

Attualmente lIsis domina un territorio tra Siria e Iraq esteso come il Belgio ed è arrivato a meno di 100 km dalla capitale Baghdad, seminando morte e distruzione lungo il percorso.

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Nonostante la sua pericolosità e le migliaia di vittime uccise tra uomini, donne e bambini, in Italia c’è chi ritiene che l’Isis debba essere considerato un interlocutore politico e non solo una cellula terroristica. Infatti Alessandro Di Battista ha affermato: “Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. […]. Nell’era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. E’ triste ma è una realtà”. Un’affermazione che ha causato indignazione e sconcerto fra tutte le parti politiche.

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Game over per la credibilità e per il margine di tollerabilità del M5S. Forse Grillo e compagni non ricordano cosa il terrorismo ha significato per l’Italia e per il mondo: migliaia di vittime, famiglie intere distrutte, un clima di pericolo insostenibile”; queste le parole della parlamentare FI Daniela Santanchè. Ancora più dura Nunzia De Girolamo, presidente dei deputati Ncd: “Mentre migliaia di uomini sono trucidati, bambini rapiti e donne massacrate Di Battista cerca il suo momento di notorietà. Fa pena la sua ignoranza, indigna la sua arroganza”.

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Le condanne arrivano anche dal mondo del giornalismo e dall’opinione pubblica. Alcuni sostengono addirittura che il M5S sia un concreto pericolo per la democrazia e la politica estera.

Sui social, invece, Di Battista viene subito preso in giro, tra chi vorrebbe vedere lo streaming di lui che tratta con i terroristi e chi lo invita a stare all’ombra e a bere molto.

È disposto a trattare con l’Isis, ma non con Renzi” Ironiche ma taglienti le parole del deputato di Scelta Civica Gianfanco Librandi: “Lascia perplessi il fatto che un partito che non tratta con il governo sulle riforme, sia invece disponibile a sedersi a un tavolo a parlare con chi perseguita i cristiani, appende teste mozzate sui cancelli, massacra, stupra e umilia le donne”.

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Intanto, pochi giorni dopo l’affermazione di Di Battista è apparso su Youtube un video dove un uomo, vestito di nero, sgozza fino a decapitare il giornalista americano James Foley, da molti anni impegnato come reporter in Iraq. L’assassino, membro dell’organizzazione Isis, aveva un forte accento inglese e nel video afferma di voler mandare un messaggio all’America.

Subitanea e durissima la risposta del presidente Obama che afferma: “Quando viene fatto del male a degli americani ovunque nel mondo, noi facciamo ciò che è necessario per far sì che venga fatta giustizia“. “Nessuna fede”– aggiunge Obama –“insegna alle persone a massacrare innocenti. Nessun Dio potrebbe sopportare quello che hanno fatto ieri e quello che fanno ogni giorno”, definendo l’Isis “un cancro” che può essere estirpato “con uno sforzo comune, una cooperazione mondiale per fermare l’Isis“.

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo