I nostri blog

La genialità nella follia: Kusama per Louis Vuitton

staff
12 luglio 2012

L’arte nasce dalla genialità.
La genialità nasce dalla follia.
La follia nasce da una condizione di non adattamento alla realtà che impedisce al singolo di allinearsi alle regole della quotidianità per andare alla continua ricerca di un qualcosa che permetta l’evasione.

 

Non voglio sembrarvi cervellotica. Ma questo mi sembra il giusto preambolo per presentarvi quella che è considerata una delle più grandi artiste contemporanee del momento: Yayoi Kusama. Questa donna vive oggi nel cuore di Tokyo, in una casa su tre piani che ospita il suo quartier generale, con i suoi collaboratori che organizzano per lei retrospettive in tutto il Mondo. In questi giorni le immagini che osservavo su Instagram mi parlavano solo di lei e dell’evento-mostra organizzato al Whitney Museum di New York per la presentazione della linea nata dalla fusione della magia classica di Vuitton e della pittura visionaria di Kusama.
Lei è una piccola donna che si sposta lentamente con la sua sedia a rotelle, che indossa una parrucca a caschetto rosso-fuoco, che dipinge a qualsiasi ora del giorno e della notte, che è ossessionata dalle zucche e dai pois e che va a dormire ogni sera nell’ospedale psichiatrico che la ospita da più di trent’anni. È lei stessa ad affermare che molto probabilmente le immagini che le sue mani creano altro non sono che proiezioni concrete di quello che la sua mente si figura dinanzi per via delle medicine che le vengono somministrate. È come se la sua creatività fosse alimentata dai ricordi del passato e dalle visioni del futuro. Dal passato provengono le zucche che era costretta a mangiare ogni giorno, in tempo di guerra. Dal futuro vengono i pois che con la loro forma perfetta probabilmente danno ordine e rigore al caos della sua mente. Le mie sono supposizioni, le sue, invece, opere d’arte. La mente ha bisogno della libertà che solo la mano può darle. I suoi incubi non vengono celati ma prendono forma con colori accesi e forme indefinite.
In lei non c’è nulla di aristocratico, ed è per questo che il connubio con la storica maison francese appare a primo acchito stridente. Questa collaborazione ha il sapore dell’inatteso che stupisce e che, nello stesso momento, sazia lo sguardo. Le borse, le scarpe e i  gioielli sono inimitabili. Un’adepta come me della “religione del pois” non può non innamorarsi. Smettono di essere semplici accessori per diventare anch’essi opere d’arte da portare con sé nella prosastica quotidianità. Questa è arte, questa è moda, questo è lusso, questo è genio.

 

St.efania

 

Ps: se ognuno di noi sapesse trasformare in arte quello che ammorba la nostra mente, la realtà sarebbe meno pesante e il sogno, più leggero.