Fashion

La gonna per la donna

Marisa Gorza
26 novembre 2012

Cloni di una intensa Lauren Bacall o di una dolcissima Doris Day? Macché, si credono tante Marilyn Monroe,  quella capricciosa e irrequieta di “Niagara”, oppure la felina Liz Taylor arrivata da “La gatta sul tetto che scotta”… Tutte in gonna “a tubo”, o “pencil skirt” che dir si voglia, con lunghezza impeccabilmente assestata intorno al ginocchio. Sobria e castigata alla prima occhiata, ma fasciante intorno al lato B e con un vertiginoso spacco posteriore che lascia sbirciare le gambe, esaltate dal tacco a spillo. Il massimo della femminilità. Torna? Sì che torna! Complice la moda d’autunno. Ragazze scatenate e signore pacate stanno già invadendo le strade metropolitane con la classica sottana che già aveva furoreggiato negli anni ’40 e ’50, inventata – si fa per dire – dai grandi sarti dell’epoca: Balenciaga, Balmain, Schiaparelli, Vionnet… Quando nel secondo dopoguerra, il ricordo delle vicende belliche si affievolisce, oltre al gioioso new look  di Christian Dior, si fa avanti l’esorcizzante  stile pseudo militare, ovvero completi con giacca dalle spalle marcate e severa gonna diritta. Ed ecco che dal tailleur viene spesso estrapolata la parte sotto da abbinare al pull attillato alla Lana Turner, alla camicia candida alla Ava Gardner, indi ai soffici twin set alla Grace Kelly e perfino al corsetto a balconcino di Sofia Loren… Una volta consacrate alla magia dello schermo cinematografico, queste tenute venivano poi copiate anche dalle meno abbienti, magari con l’aiuto della sartina e dei cartamodelli. Si portavano con tacchi alti e calze con la “riga”(vi ricordate le sequenze di “Malena” con Monica Bellucci?), tuttavia le fanciulle che non se le potevano permettere, si facevano disegnare sulla gamba un tratto di carboncino. Tanta era la voglia di apparire femmina!

Rieccolo il binomio inossidabile: gonna longuette nera  e camicetta bianca. E mentre la prima è in un croccante satin, la seconda  è tutta un ghirigori di volant,  romantici merletti e ciuffi di chiffon nel gusto barocco siciliano del duo Dolce&Gabbana. Una “sobrietà” fatta di lavorazioni certosine, di dettagli accuratissimi come la caterva di  gioielli smaltati e dorati copiati  dai preziosi ex voto, oppure i calzerotti ricamati da istitutrice mistica e… sexy, complemento delle francesine stringate dal tacco svettante. Nei tempi di crisi ritorna il massimalismo?

La fasciante gonna al ginocchio in nappa verde militare, proposta da Ermanno Scervino, sposa il bustier con basca gonfia e sbuffante a mo’ di crinolina. Un chiaro accenno all’orlo  ondulato della giacca da equitazione. Ma è anche un modo ardito di enfatizzare la silhouette a clessidra e il vitino da vespa ben strizzato, zona hot della stagione. Intanto il mondo equestre ritorna con gli stivaloni calf-boots, cup di prammatica e guanti di pelle per reggere redini e frustino.

L’enfasi sulle curve lavora egregiamente anche da Roccobarocco. Proporzioni minute e tagli impeccabili definiscono l’allure fatto di giacchine avvitatissime, appena  poggiate su sottane diritte, mosse da spacchi e da print fotografici, pronte a lambire il ginocchio con garbata discrezione. Ai piedi civettuole décolleteés dal tacco a rocchetto. Iperfemminilità che ammicca al maschile, difatti spunta a sorpresa la cravatta di lui.

Classica e impeccabile nella forma sinuosa e nella lunghezza lady like, la proposta di Silvio Betterelli è piuttosto insolita nell’uso della materia prima. Si tratta di una stoffa di seta lavorata con fil coupé goffrati e tagliati al rovescio. Tanto per dare vita a soffici sfilacciamenti che ricordano i muschi e i licheni di un incantato bosco autunnale. Intensi toni boschivi pure per la camicia di raso, appena sfiorata dal lurex con un effetto rugiada.

Vista dal lato B è una perfetta pencil skirt in un duttile tessuto cammello che disegna diligentemente il profilo flessuoso. Nondimeno, sul davanti, Christopher Bailey per Burberry Prorsum, le concede un pannello sbieco che, come uno scultoreo falpalà, la percorre di traverso dalla vita all’orlo. Sapore country e un po’ metropolitano,  dovuto al felice accostamento con il sofisticato bomber imbottito, i profili e la cinturetta-fiocco in cuoio, gli stivaletti tipo mocassino e quell’inconfondibile, disinvolta aria British.

Marisa Gorza


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