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La Juve trema: Dybala e difesa sotto accusa

Riccardo Signori
16 gennaio 2017
Giorgio Chiellini

Giorgio Chiellini

La Juve trema, ma non c’è chi trama. Meglio: la Juve trama contro se stessa. La Signora ha aggiunto una sconfitta al curriculum di campionato, ora sono quattro e qui sta il segno della sua debolezza: quattro partite perdute, e tutte fuori casa, dicono che la vecchia Juve fortificata dalla sua difesa non c’è più. Dopo la sconfitta, in Supercoppa, contro il Milan e la pessima cartolina ricordo del match contro l’Atalanta, in coppa Italia, ecco la Viola del pensiero: dormo o son desta?
Gli ultimi sette anni della Juve, a Firenze, non sono proprio nel segno di una tradizione positiva: ha perso più che vinto. L’anno passato la Signora aveva rifilato un 2-1 alla Viola che pareva capovolgere il trend, questa volta è stato ristabilito il segno negativo che imperava ai tempi di Conte.
Il solito ritornello dei coristi del “pollice verso” comincerà a lamentarsi del gioco, di Allegri che non ne azzecca una, dell’allenatore che fa scelte incomprensibili e vuole vincere con gli uomini e non, invece, con il gioco. Benissimo e allora che dire di Guardiola, maestro del gioco? Il Manchester City rimedia figuracce, viene preso a schiaffi dagli avversari. Vedi l’ultimo 0-4 con l’Everton. Come dire: a te il gioco, a noi i risultati. E Ryanair, con un delizioso tweet di Pep in aereo, gli ha indicato la strada: prendi l’aereo e torna a casa tua. Eppure Guardiola è un maestro del gioco. Come sempre contano i giocatori, più del gioco e di tutto quanto fa pallone. Se la squadra è solida, i giocatori di alto livello, tutto è più semplice. Se devi adeguarti ad un livello più basso, gli inconvenienti pesano, le trappole e i trabocchetti ti fanno sobbalzare di paura.
La Juve è una squadra incompleta, ma questo era chiaro da quanto la società ha dormito sul mercato nel rimpiazzare  Paul Pogba. Lo ha chiarito Giorgio Chiellini: “Lui era il nostro Bolt, il nostro LeBron James. Anche se non si vedeva era impressionante”. Quest’anno non c’è lui e nemmeno uno che gli somigli. Lo hanno capito tutti, tranne i dirigenti che non si sono attrezzati per tempo a cercare un sostituto. Non era tanto la qualità tecnico-calcistica di Pogba, quanto la qualità della forza fisica, dell’essere un giocatore che metteva in pressione gli avversari.

Paulo Dybala

Paulo Dybala

Ed ora alla Juve mancano altri due capisaldi: la difesa e la certezza che Dybala sia un killer. Sarà un caso se nelle ultime due sconfitte (Milan e Fiorentina) l’argentino abbia sbagliato l’ultima conclusione che poteva salvaguardare la squadra? In entrambe le situazioni avrebbe incenerito i portieri. Invece, nei due casi specifici, si è limitato a spaventarli e a deludere compagni e tifosi. Contro il Milan ha sbagliato anche il rigore decisivo, ma questa è un’altra storia. E, infine, nel gioco c’è e non c’è. Alterna un grande assist a momenti di assenteismo.
Paul Dybala è considerato una magnifica speranza calcistica, ma quest’anno sta affossando la tranquillità calcistica della Juve. Non sarà mai un Messi (che pur sbaglia) come lo vorrebbero, però si intuisce la ragione se ogni tanto resta in panchina.
Se, però, l’argentino ha tradito nei momenti che contano, la difesa tradisce da tutto l’anno. La Muraglia non c’è più. Che giochino i suoi magnifici corazzieri o qualche riserva. I gol subiti dalla Fiorentina testimoniano il problema: Bonucci e Buffon meno reattivi, Chiellini sempre più preoccupante, Barzagli una garanzia con qualche pausa. Juve meno solida, Juve a portata di tiro. Ora i punti di vantaggio sulla Roma sono ridotti al minimo, anche se la partita da recuperare contro il Crotone potrebbe portare il vantaggio a “più quattro”. Fin dall’inizio della stagione è stato chiaro che solo un autogol della squadra bianconera avrebbe potuto riaprire le porte scudetto alle avversarie. Si fatica perfino a intravvedere quale sia l’Avversaria con la “A” maiuscola. Roma? Napoli? Difficile credere all’Inter e al Milan? Per tutte c’è una controindicazione. Una fortuna per la Signora. Che, in altro caso, sarebbe già stata risucchiata dalle inseguitrici.
La vera avversaria della Juve resta la Juve con quella palla al piede  che si trascina. No, per palla al piede non si intenda Allegri, come vorrebbe pensare una parte dei tifosi bianconeri. E poco importa se l’ad Marotta, domenica, lo ha già confermato per il prossimo anno. Lui , che non è fesso, ha capito che se quest’anno vince ancora (peggio se non vince) è il caso di andarsene.
La palla al piede è una squadra fortificata solo in attacco e non, invece, a centrocampo. La difesa scricchiola perchè il centrocampo non è solido e, in aggiunta, conta la vecchiaia agonistica. Non sono difetti scoperti con l’ultima sconfitta, ma già dalle prime partite di campionato. Senza dimenticare che Marchisio sta recuperando da un brutto infortunio.
Tirando le somme: Dybala sbaglia gol decisivi, Higuain non può fare sempre il mago,  la difesa subisce gol che non avrebbe mai concesso prima. E la Juve trema. Si preparano cinque mesi ad effetto thrilling. Ma oggi, più che mai, i campioni d’Italia possono perdere lo scudetto. Sarebbe un autogol, non un successo degli avversari. Non si illudano.


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