Letteratura

La letteratura del mondo si incontra a Venezia

Maria Stella Gariboldi
10 aprile 2013

Ventidue autori per diciotto Paesi, pronti a incontrarsi e raccontarsi a Venezia. È quello che accadrà a “Incroci di Civiltà”, il Festival letterario patrocinato dall’Università Ca’ Foscari e dal comune veneziano, che dal 10 al 13 aprile raccoglierà gli autori provenienti dai quattro angoli della terra.
Dall’Afghanistan al Giappone, dall’India all’Olanda, dagli Stati Uniti al Kenya: gli scrittori partecipanti sono le teste di ponte di un fitto intrico di nazionalità, lingue e culture. Un’occasione per conoscere personalità e opere ancora poco in rilievo, e per confrontarsi con realtà editoriali ed umane tanto lontane dalla nostra.

Tra gli ospiti figurano personaggi noti anche in Italia: è il caso di Amélie Nothomb, l’eccentrica e amatissima autrice belga nata in Giappone i cui libri – compreso l’ultimo romanzo, “Barbablù” – sono pubblicati in Italia da Voland.

Proviene invece dall’India un grande atteso di questa edizione del Festival. Amitav Ghosh potrebbe essere l’esempio perfetto di un “incrocio di civiltà”: nato a Calcutta, cresciuto tra India, Bangladesh e Sri Lanka, l’autore ha studiato a Delhi e a Oxford, ed ora si divide tra la sua terra natale e New York. Ma il focus del suo lavoro di narratore resta sull’India, protagonista dei suoi romanzi: in Italia sono editi per Einaudi “Le linee d’ombra” e “Il cromosoma Calcutta”, mentre Neri Pozza ha pubblicato più recentemente “Il paese delle maree”, “Mare di papaveri” e  “Il fiume dell’oppio”.
Muovendosi lentamente verso Occidente, la rassegna porta a Venezia autori provenienti dal mondo persiano e arabo.

L’Afghanistan va in scena con Mohammad Hossein Mohammadi, uno dei più affermati scrittori del suo paese. Nato in Afghanistan, ma cresciuto in Iran, Mohammadi parlerà del libro “I fichi rossi di Mazar-e Sharif” recentemente proposto da Ponte33, una giovane casa editrice nata con l’obiettivo di far conoscere in Italia le letterature di Iran, Afghanistan e Tagikistane e mostrare più da vicino la vivace realtà di questi Paesi, spesso raccontati solo attraverso stereotipi e luoghi comuni.
La Siria è invece rappresentata dal poeta, più volte candidato al premio Nobel, Adonis, dagli anni Cinquanta trasferitosi in Libano per allontanarsi dal regime che lo aveva imprigionato per la sua appartenenza al Partito Socialista.

Dall’altro capo del continente africano, ma dalle origini olandesi, arriva invece Adriaan Vad Dis, dalla Grecia l’antropologa Ersi Sotiropoulos, dalla Nigeria Lola Shonheyn. E ancora, il portoghese Gonçalo M. Tavares, consacrato da Saramago,  l’argentina Luisa Valenzuela e lo statunitense (nonché studioso shakespeariano) Stephen Greenblatt, vincitore del Pulitzer per la saggistica con il suo “Il manoscritto” (Rizzoli).
Una rassegna vivace e piena, che non dimentica di inserire tra i nodi del reticolo letterario anche il nostro Paese: mercoledì 10 aprile, giorno dell’inaugurazione, sarà infatti l’occasione per omaggiare la memoria di Antonio Tabucchi.
Per informazioni sul Festival e sui singoli eventi: www.incrocidicivilta.org

Maria Stella Gariboldi


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