Leggere insieme

La lucertola e il sasso

Marina Petruzio
24 settembre 2017

Giovanna Zoboli e Massimo Caccia nuovamente insieme, non più a colazione ma in attenta osservazione di un amore, di una passione enigmatica, di quei dati di fatto che son così dalla notte dei tempi, quello tra La lucertola e il sasso. Per Topipittori croccante ma anche fresco di stampa e non solo.

Sono gli occhi la parte più importante di questo albo. Occhi che non vedono ma guardano e mai a caso, osservando, filosofeggiano, incontrano, tessono storie da stupori.

Chi si è mai fermato a domandarsi di una lucertola e di un sasso? Eppure laddove c’è un sasso vi è una lucertola e viceversa. L’occhio che sa guardare consente emozioni, rivive immagini, collega vissuti e si fa domande. Racconta Giovanna Zoboli, durante la presentazione dell’albo, “ci sono illustratori con un immaginario con il quale riesco a reagire in modo immediato, che con il loro stile fanno scattare una narrazione”.

Così una lucertola in bilico in mezzo a un fiume, un animale misterioso, magico, a cui il mondo sembra essere cresciuto attorno a dismisura per lei che un giorno, tanto tempo fa, anzi di più, era forse un dinosauro tra i più grandi. Ora là ferma immobile su due sassi, occhio pallato in bilico, zampe che quasi cingono il sasso rotondo sul quale sta, sguardo smarrito, andrà avanti o forse indietro…ecco che dalla sintesi linguistica di Massimo (Caccia) sgorga una narrazione, quella de La lucertola e il sasso. Certo, se l’occhio è attento.

Quando lavora, Massimo, con quella sua arte così sintetica, ordinata, senza sbavature – se non quelle lasciate al margine del foglio, fuori campo, di quel pennello che stende e ripassa, che nella sintesi precisa di una tinta piatta aggiunge tono – racconta e raccontando incontra la sintesi linguistica di Giovanna (Zoboli), fatta di quelle frasi sintetiche, ordinate, senza sbavature dove i bambini stanno perché la realtà è così: sintetica. Hanno pensieri sottili, i bambini! Un particolare trattenuto, spesso invisibile, in un mondo ridondante; verbo soggetto e predicato per esprimerlo questo mondo così smisurato, la filosofia delle persone piccole; un contesto e due forme: colore lucertola sasso. Nessuna distrazione, né nelle parole, né nelle immagini, né negli occhi del bambino che osserva.

“Questo è un albo che sente quello che senti tu. Sei sasso o lucertola: sei,lucertola se senti un parossismo frizzante nei piedi. Sei sasso se ti senti pacificato. Un giorno puoi essere sasso, un giorno puoi essere lucertola. Il libro canta e canta quello che vuoi tu”, Racconta Paolo (Canton, l’editore).

Perché un giorno puoi essere più lento e sentirti sasso e un giorno più veloce e allora lucertola, e come per la lucertola di Massimo (Caccia) chi ti prende più! Una grande libertà!

È così, nel sole caldo, nel verde della primavera, nel silenzio, nella quiete immobile, in quel venire da lontano, nell’essere sempre sé stessi giorno e notte così come nel ciclo delle stagioni, in quel completarsi nelle forme, che sasso e lucertola si scoprono fatti l’uno per l’altra. E si incontrano qui, oggi. Che bellezza! In un albo illustrato che a volte è giallo, a volte blu, ma anche rosso! Che racconta piano la bellezza di un incontro, lo stupore di scoprirsi affini e così diversi, dello stesso sentire, con occhi disposti a guardare.

 

 

La lucertola e il sasso
con il testo di Giovanna Zoboli
e le illustrazioni di Massimo Caccia
edito Topipittori
euro 20,00
età di lettura per tutti


Potrebbe interessarti anche