Cinema

La Marvel ci prova con… le formiche

Giorgio Raulli
13 agosto 2015

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Diversi mesi dopo gli eventi di Avengers: Age of Ultron, il ladro Scott Lang (Paul Rudd) accetta suo malgrado di fare un ultimo colpo, ma dentro la cassaforte anziché soldi trova una strana tuta, in grado di rimpicciolirlo conferendogli forza e agilità. Si tratta di un’invenzione dello scienziato Hank Pym (Michael Douglas), il quale, con il disaccordo iniziale della figlia Hope (Evangeline Lilly), recluta Scott per salvare le sue tecnologie e il mondo dai piani del suo ex-allievo Darren Cross (Corey Stoll).

La cosiddetta “Fase 2” del franchise cinematografico Marvel si chiude con Ant-Man, pellicola diretta dal regista Peyton Reed (Yes Man, Ti odio, ti lascio, ti…), che ha affrontato non pochi ostacoli nel suo iter produttivo, iniziato quasi 10 anni fa; incertezze e cambi in corsa che di solito non fanno bene alla giusta riuscita di un qualsiasi film. La buona stella Disney, quella di Pinocchio, però ha evidentemente evitato il disastro: tutte le perplessità che potevano nascere riguardo la “piccolezza” di questo particolare supereroe vengono disattese; la riduzione in scala dell’azione o l’uso degli insetti come parte integrante delle abilità del personaggio, si rivelano elementi ben confezionati e ben venduti agli spettatori. Il personaggio di Ant-Man potrà quindi contribuire al mondo degli Avengers cambiando un po’ l’aria eccessivamnete pomposa respirata nell’ultimo film sui Vendicatori.

Anche la nota molto ironica unita alle logiche del “colpo grosso”, quasi alla Oceans’ Eleven, avvicina Ant-Man ad uno stile più simile alla commedia per famiglie e un po’ meno catastrofico per nerd; il ritmo è serrato e le battute che costellano il film sono, spesso, inaspettatamente divertenti, merito anche dell’ottimo cast, da Paul Rudd e Michael Peña a Michael Douglas. L’attore doppio premio Oscar riesce perfettamente a conciliare la natura controversa del suo personaggio (che probabilmente sarà oggetto di un approfondimento in lavori futuri) con la verve ironica e fumettistica tipica dei film Marvel.

La pellicola non è certo un capolavoro, ci sono le solite tematiche del riscatto di un padre agli occhi della figlia, un rivale avido che sfrutta malamente una nobile invenzione, incomprensioni dovute alla perdita prematura di un genitore…Sono aspetti che rischiano di minare una buona trama, anche se, c’è da dirlo, sono caratteristiche proprie dei personaggi del fumetto. Un peccato è anche vedere un antagonista poco incisivo, non per colpa dell’interprete, quanto per la sua caratterizzazione in sceneggiatura un po’ banale e poco affascinante.

La scommessa di Ant-Man tutto sommato è stata vinta, considerando che, nonostante si tratti del dodicesimo film del franchise Marvel/Disney, l’intrattenimento è assicurato e la voglia di proseguire nella visione più completa di tutta la saga resta viva – sono due le scene dopo i titoli di coda. Nei cinema italiani dal 12 agosto.


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