Cinema

“La migliore offerta”, un film sull’arte… dell’inganno

staff
22 gennaio 2013

Ieri ho visto al cinema “La migliore offerta”. La sala era semideserta, c’era un uomo molto singolare nell’ultima fila, a sottolineare il distacco, il bisogno di starsene solo, una coppia tra le prime file, nelle poltrone più esterne di sinistra, moi, al centro, poltrona n.6.
Amo i film di Tornatore, sono storie che non mi stanco mai di rivedere; “Una pura formalità”(ne ho già discusso abbastanza) è forse tra i prediletti, vedere Polanski recitare è quasi un’illusione ottica; “La leggenda del pianista sull’oceano” avrà toccato molti e in “Malena” riesce a rappresentare l’ambiente siciliano come nessuno. E’ un grande esteta, ma in “La migliore offerta” si è superato! Sublime la fotografia, un film capolavoro che diventa opera d’arte, una sfilata di quadri e bellezze antiche, una gioia per i collezionisti. Ricco di simbologie, come in altre sue pellicole, questo, oltre all’impeccabile estetismo, si completa di una sceneggiatura di color giallo e di uno script degno di comprendere le trame di una Lolita che irretisce il compagno, di un “les liaisons dangereuses” dove l’amore e i sentimenti diventano frecce per l’arco assassino.
La trama è facilmente reperibile, dall’inizio del film avevo intuito l’inganno che si celava nella donna misteriosa. (forse era fin troppo facile) Lei nell’ombra, si scopre poi bellissima, seducente, intelligente, scrittrice; lui solo da sempre, non si è mai innamorato, se non dei ritratti di signore dipinte sulle preziose tele, che “gelosamente” colleziona. Riscopre con lei il sesso e l’amore. E ovviamente diventa pazzo, perchè scoprirà che è tutto un inganno. Puo’ esistere un lieto fine? Puo’ esistere una storia simile nei dettagli, dove lei invece s’invaghisce? Esiste.
Continua la collaborazione con Morricone per le musiche. (ascoltate quelle di -una pura formalità- cantate anche da Depardieu)
Nostalgia di una Praga magica , la scena finale è girata in un ristorante dove il ticchettio degli orologi ricorda che il tempo passa…
Virgil Oldman (il protagonista), nel letto con la bellissima Claire (malata di agorafobia) , mi ha ricordato García Márquez Gabriel in “Memoria delle mie puttane tristi”, mentre guarda il corpo di lei dormiente, sveglio per tutta la notte. Tante le citazioni, che vorrei rivederlo infinite volte. 10 con lode.

Miriam De Nicolò


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