Arte

La Milano scomparsa raccontata da Mosè Bianchi

Rita Cotilli
2 aprile 2016

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Un viaggio nel tempo è l’occasione offerta a chiunque voglia perdersi tra gli scorci e le vedute di Milano durante la seconda metà dell ‘800, catturati attraverso le pennellate del monzese Mosè Bianchi. All’artista è dedicata un’esposizione inaugurata lo scorso 18 marzo alla Gam Manzoni, visitabile fino al 26 giugno.

Le colonne di San Lorenzo, Mosè Bianchi, 1890

Le colonne di San Lorenzo, Mosè Bianchi, 1890

La mostra, dal titolo La Milano scomparsa, è la prima che il capoluogo meneghino dedica al pittore, figura di spicco dell’arte lombarda del XIX secolo. Una selezione di 30 dipinti provenienti da collezioni private – alcuni dei quali mai esposti al pubblico –  che restituisce l’immagine di una città ben lontana da quella odierna, ma altrettanto affascinante e vitale.
Nel progetto dei curatori Enzo Savoia e Francesco Luigi Maspes si legge la chiara volontà di sottolineare il rapporto dell’artista con la realtà milanese, privilegiando i lavori eseguiti tra il 1865 e il 1895, come La Darsena di Porta Ticinese, Uscita dalla chiesa e Le colonne di San Lorenzo. In queste opere Bianchi rappresenta, attraverso la pittura, il suo totale coinvolgimento nel mondo cittadino, brulicante di vita durante i gelidi inverni fatti di nebbia e pozzanghere.

Vecchia Milano, Mosè Bianchi, 1890

Vecchia Milano, Mosè Bianchi, 1890

Oltre al nucleo principale dedicato alla città di Milano, sono presenti  vedute di Chioggia e Venezia, località care all’artista, dipinti di genere e di tema allegorico, come Il maestro di scuola e Studio per la guerra.
La sua opera, legata ai canoni della tradizione storico-romantica, mostra però l’influsso della corrente realista diffusasi in quegli anni in Europa, che lo avvicina al verismo e agli stilemi artistici dei Macchiaioli, preannunciando in qualche modo la poetica impressionista successiva.

Veduta di Chioggia, Mosè Bianchi, 1890

Veduta di Chioggia, Mosè Bianchi, 1890

Della mostra è stato realizzato un catalogo con un’introduzione da parte di Nicoletta Colombo e un testo di Elisabetta Staudacher nel quale si analizza il rapporto tra Bianchi e le realtà culturali cittadine. Si tratta quindi di un valido strumento con cui approfondire, attraverso il racconto dell’attività artistica e la presentazione di documenti inediti, il genio e l’opera del pittore di Monza innamorato di Milano.

Mosè Bianchi. La Milano scomparsa
18 marzo – 26 giugno
Gam Manzoni, via Manzoni 45,Milano
Orari: da martedì a domenica 10.00-13/15.00-19.00 (ultimo accesso ore 18.30); lunedì chiuso.


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