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La moda è bella solo quando

staff
21 febbraio 2013

È iniziata una lunga ed estenuante tarantella chiamata “settimana della moda”. E il mio Instagram ha iniziato a riempirsi di “sono qui: la sfilata di Tizio e Caio sta per iniziare. Che emozione!” oppure di fotografie con titoli tipo “il mio kit di sopravvivenza per la MFW” e poi si vede solo una bottiglietta d’acqua, una Moleskine, una mela ed un telefono.

Io alla settimana della moda ci sono stata per un paio di stagioni, sono stata ospite di Angelo Marani ed è stato bellissimo ma anche molto normale. Pensavo che ci fossero dietro cose assurde e invece si tratta solo di avere difronte una dozzina di ragazze, alte, magre e talvolta bruttine che con aria contrita passeggiano avanti e indietro. La cosa di per sé dura venti minuti, dopo di che c’è un applauso finale, l’uscita dello stilista e tutti a casa.
È ovvio che dal vivo i vestiti si vedano meglio, i particolari anche, l’oscena camminata innaturale delle modelle pure, ma resta il fatto che LA SFILATA è bella perché è al singolare. È una sfilata, non sono più sfilate, una dopo l’altra.

Forse il mio concetto non è chiaro. Devo spiegarmi meglio.

La moda, la mia moda, è bella solo quando è una parentesi alla vita. Solo quando è un attimo di transizione, solo quando dopo una settimana di studio o di lavoro ci si concede una pausa di shopping. Se dovessi farlo ogni giorno mi annoierei mortalmente – e non lo dico per dire, vi assicuro.
La mia moda è bella solo quando la domenica mattina mi alzo, mi preparo il latte e il caffè e, invece di sedermi alla scrivania per studiare, resto lì, sul divano, con la coperta sulle gambe e un magazine tra le mani. Il giornale lo leggo nel week end o mentre aspetto dalla parrucchiera, guai se dovessi farlo ogni giorno!
La mia moda è bella quando scrivo un post, tre volte alla settimana – se non siamo in tempo di guerra e tutto va bene –, ma non lo farei mai ogni giorno. Ed inizio a pensare che sia questo il motivo per cui fare la giornalista di moda a tempo pieno, come tutti mi suggeriscono, non sia una carriera che mi interessi. E invece adoro la mia rubrica St.yle Square(d) per Luuk Magazine perché la scrivo una volta a settimana ed il momento in cui mi siedo difronte al pc rappresenta una mezz’ora di pausa dalla vita.

Questi sono i motivi per cui la fashion week francamente non mi piace. Le fotografie su Instagram, i milioni di post e link e quel vestito e quell’altro non mi attraggono. Durante la MFW della moda me ne infischio. Dalla settimana successiva iniziamo a ragionare di nuovo, con calma, a piccole dosi, nelle belle pause di vita.

Nel frattempo mi dedico ad altro: il cielo è sereno in quel di Rutigliano, Mengoni ha vinto il Festival, ho perso la mia tessera elettorale, sono indietro con il programma di Filologia Moderna, il papa è ancora lì dove tutti ce lo immaginiamo e la stupidità resta ancora della top ten dei peggiori mali del mondo.

Un caro abbraccio,
St.efania
st-yle-squared.com