Arte

La Monaca di Monza a Villa Reale, la chiave di un mondo

Elisa Monetti
29 ottobre 2016

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Siamo nei capitoli IX e X, nemmeno a metà della pietra miliare che sono i Promessi Sposi, quando incontriamo la donna presso cui Lucia e Agnese cercano rifugio a Monza, una monaca, di famiglia ricca, dal cui aspetto traspare subito qualcosa di torbido. La stessa donna, con i suoi tormenti, il fascino e i segreti, è pronta ad incontrarci di nuovo in una mostra presso le sale del Serrone della Villa Reale della Reggia di Monza fino al 19 febbraio 2017.

Un abito succinto in vita, come quelli indossati dalle donne laiche, e qualche ciocca di capelli che, sregolata e provocatoria, spunta dal velo, raccontano in due semplicissime immagini una vita di scomode costrizioni, di impulsive e pericolose fughe da un mondo, da un’esistenza, non scelta e per tanto ritenuta insopportabile: la Monaca di Monza.

Emblema e chiave che schiude un mondo vastissimo: la condizione della donna all’alba dell’età moderna, le vocazioni costrette dalla necessità di non disperdere i patrimoni familiari e che spesso si sono evolute in malmonacazioni, tema caro e frequente alla letteratura, ma anche gli escamotage che, col tempo, si sono dimostrati vincenti nell’accettare l’imposizione del proprio destino quali, tra gli altri, la vita a contatto con la natura. Un universo pieno di personaggi, di storie e di racconti, che troveranno spazio alla Reggia di Monza insieme a più di trenta opere tra dipinti, incisioni e documenti dedicate alla “Signora” manzoniana.

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Una leggenda che, come spesso accade, affonda le sue radici nella storia: Marianna de Leyva, poi Suor Maria Virginia, ecco il vero nome di Gertrude, vissuta a cavallo tra ‘500 e ‘600 come il suo alter ego letterario. Le due donne condividono anche, seppur con qualche piccola differenza dettata da doveri narrativi manzoniani, la vicenda della monacazione forzata dalla famiglia, la buona reputazione in convento sgretolata in un primo momento, distrutta poi da una relazione clandestina e macchiata di sangue con Gian Paolo Osio, ovvero Egidio, che costringeranno Suor Maria Virginia ad arresto e reclusione. Viene murata in una cella a Milano presso il Convento di Santa Valeria, da cui verrà liberata solo 14 anni più tardi per tornarci però poco dopo, di sua volontà, per una faticosa quanto convinta scelta di redenzione.

Nella mostra troverà spazio tanto il personaggio storico, quanto il suo riflesso letterario, con tutte le tematiche attorno ad esse orbitanti. Il tutto supportato da un forte impianto tecnologico che permetterà di assistere al processo di condanna della Monaca.

Un’occasione unica di far rivivere un personaggio che, partendo dalle pagine del Manzoni, ci ritorna continuamente agli occhi e alle orecchie, trovando vie sempre più inaspettate: dal pennello di Hayez alla versione parodica degli Oblivion che la vede presentarsi sulle note di La fisarmonica di Gianni Morandi. Che non abbia altro da dirci oltre ciò che già sappiamo dai banchi di scuola?

 

La monaca di Monza
10 ottobre 2016 – 19 febbraio 2017
Serrone della Villa Reale – Reggia di Monza, viale Brianza 1, Monza
Orari: martedì-venerdì 10-13 e 14-18; sabato-domenica 10-19:30; chiuso il lunedì


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