Letteratura

La musica dei sentimenti contro la crudeltà del mondo: “Never let me go”

staff
1 maggio 2011


Nel 2005 il genio di Kazuo Ishiguro ha lasciato il segno con quello che il Time Magazine ha allora definito il miglior romanzo dell’ultimo decennio, includendolo nella classifica dei cento migliori romanzi moderni di tutti i tempi. Sto parlando di “Non lasciarmi”, opera struggente, intensa e visionaria che, dopo “Quel che resta del giorno”, ha reso immortale lo scrittore nippo-britannico.
Pubblicato in Italia da Einaudi, è stato un immediato successo di vendite, tanto che a fine 2010 “Never let me go” è diventato anche un magnifico film diretto da Mark Romanek, con Carey Mulligan, Andrew Garfield e la splendida Keira Knightley.
Immerso nella verde campagna inglese sorge il collegio di Hailsham; in questa atmosfeta ovattata e quasi idilliaca vivono bambini speciali, senza genitori ma neppure orfani, accuditi da un gruppo di tutori e dalla responsabile del luogo, l’enigmatica Madame, che sembra essere intimorita dai suoi piccoli ospiti, «come si ha paura dei ragni». Tra loro, la timida e riservata Kathy, il candido Tommy e la carismatica Ruth stringono una splendida amicizia che ben presto si trasformerà in un inquieto triangolo amoroso. Ma una verità agghiacciante incombe su di loro.
«Rimanemmo così, sulla sommità di quel campo, per quello che ci sembrò un tempo infinito, abbracciati senza dire una parola, mentre il vento non smetteva di soffiarci contro, e sembrava strapparci i vestiti di dosso; per un istante fu come se ci tenessimo stretti l’uno all’altra, perchè quello era l’unico modo per non essere spazzati via nella notte».
Attraverso i ricordi e la voce narrante di Kathy, l’autore ci regala la storia di una grande amicizia, di un amore tormentato e potente. Da qui si snodano altri innumerevoli temi, quali la riflessione bioetica, quella morale sulla dignità dell’essere umano, l’accettazione del destino, la provvisorietà della vita. Temi difficili, temi toccanti, temi gravi come un pugno nello stomaco, che però l’autore sa trattare con estremo tatto e delicatezza, quasi alleggerendoli del loro peso, grazie ad uno stile asciutto ma denso.
Ishiguro dà prova di raffinata maestria con una narrazione ispirata, accompagnando il lettore attraverso gli stati d’animo dei propri personaggi, facendolo immedesimare completamente. Sospetto, incredulità, speranza di non aver compreso, indignazione, rabbia, che naufragano infine in rassegnazione e accettazione, scorrono sulla pagina e nell’anima del lettore con un ritmo incalzante ma allo stesso tempo sospeso.
Mai scontato, coinvolgente e di grande impatto emotivo “Never let me go” apre le porte ad una riflessione profonda, angosciante nella sua mancanza di risposte, che lascia un’impronta forte anche a libro chiuso.

 

Virginia Grassi

“Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro, traduzione di Paola Novarese, Einaudi, pp. 291


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