Leggere insieme

La nave cervo

Marina Petruzio
9 dicembre 2017

Tra onde che si infrangono su denti rocciosi una nave avanza. Non c’è nebbia tra i faraglioni, questa è una nave che tutti devono vedere. È La nave cervo dalla penna di Dashka Slater e le seducenti illustrazioni dei fratelli Eric e Terry Fan, in arte The Fan Brothers, per Gallucci editore.

Non si sa da dove venisse o dove andasse, ma il giorno in cui bucò le nebbie nei pressi della Terra delle Volpi, Marcus (Marco nel testo in lingua originale), una volpe rossa dall’elegante coda gonfia, ricco e morbido pelo sfumato al bianco sul petto, cominciò a farsi delle domande. Aveva tante domande.

Sono le domande che sospingono il lettore ad entrare nel libro. Una nave con le corna. Un bellissimo palco di corna, una Nave Cervo. Un’immagine che ha del soprannaturale, che affascina e  richiama. La testa del cervo che punta a prua, l’occhio abbassato come di chi inclinato leggermente il capo mostra quanto di più possente ha: le sue magnifiche corna. Scolpite da chissà chi in un legno ricco di venature. Sulla cima degli alberi più alti sventolano due bandiere: una rossa e una blu, nessuna effige, nessun disegno. Solo rosso e blu.

Sono le domande che portano chiunque a viaggiare attorno al mondo, i più fortunati su una Nave Cervo, anche con un equipaggio bislacco formato da tre cervi, qualche piccione in cerca di avventure, una volpe rossa con tante domande a cui trovare risposte che generino altre domande per continuare ad essere curiosi e poter viaggiare per mare come per terra. Spaziando tra luoghi, anche i più remoti, a cui nessun altro può approdare.

Direzione L’Isola degli alberi succulenti, un biscotto a cui qualcuno ha dato un morso, con la sua fitta foresta di alberi nani e la piana dell’Erba Dolce, al largo nella quale nuotano le balene, tra le onde del Mare delle Perle. Un’isola meravigliosa. Passando per il Labirinto degli Scogli Aguzzi, dopo Punta Ancora nelle terre di Wenfusel, dove abitano i cervi, e una tempesta che inzuppa per giorni e giorni –  e chissà poi perché l’acqua deve essere così bagnata? – e la paura dei pirati che avanzano a zanne alzate su una possente Nave Elefante. Ma a corna ammainate le navi si urtarono e cozzarono e sbatterono, sino a far battere in ritirata i pirati, ché viaggiando assieme verso l’ignoto ci si fa più forti.

Un lungo viaggio che via via salda amicizie, apre orizzonti, sebbene tra tipi così differenti, unisce il viaggio alla ricerca della stessa meta sebbene per motivi diversi – avventure, guai, erba dolce e anche delle volpi…Volpi con delle risposte – tra tante domande diverse dove la bellezza sta nel porle non nel risolverle, per poter partire l’indomani verso un nuovo viaggio ancora verso l’ignoto, con altre domande e solo qualche risposta.

Ci sono albi dove è difficile dire se sia più bello il testo o se lo siano le illustrazioni. Quando entrambi evocano immagini potenti il senso di ebbrezza è così forte da sentire il bisogno di leggere e rileggere. Di ritornare qua o là, su questo o quell’altro punto. Su quella doppia pagina dove sette minacciosi pirati guardano proprio te dalla balaustra del fianco della loro solida nave, armati sino ai denti. O su quello scambio di quando i cervi dicono di dover stare per terra e non per mare che il mare è fatto per altri e allora la volpe organizza una cena non importa se a base di radici e foglie, che le volpi non dovrebbero mangiar vegetali.

Aprire, chiudere, leggere e rileggere. Ecco, farsi delle domande e non smettere mai.

 

La nave cervo
di Dashka Slater
con le illustrazioni di The Fan Brothers
la traduzione di Masolino D’Amico
edito Gallucci
per chi è partito dalla Terra delle Volpi e per chi vi partirà con le proprie domande


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