Arte

La Parigi moderna nella Milano contemporanea: Manet a Palazzo Reale

Elisa Monetti
11 marzo 2017

MANET, Chiaro di luna sul porto di Boulogne

Se nessuna lettera dell’alfabeto può fare a meno delle sue venticinque compagne in un discorso sensato, non possiamo aspettarci che la M di Manet abbia completo valore senza la P di Parigi.

Manet e la Parigi moderna, a Palazzo Reale dall’8 marzo al 2 luglio, è una mostra che punta esattamente a sottolineare il legame imprescindibile tra l’artista e la sua città, un legame sigillato dai luoghi, dalle atmosfere e dalle persone che hanno vissuto la capitale francese in un periodo di potente e rapidissima evoluzione: gli anni che ne hanno fatto la Ville Lumière.

La mostra nasce da una delle più cordiali e fruttuose amicizie che legano il Comune di Milano, MondoMostre Skira e Palazzo Reale ai musei di tutto il mondo, quella con Guy Cogeval, presidente storico del Musée d’Orsay e dell’Orangerie che, come ultimo regalo alla sua amata Milano, alle porte del suo congedo dalla carica presso il museo francese, ha concesso in prestito alcune delle più preziose opere di Manet, e non solo, per un allestimento prestigiosissimo.

  • MANET, Fuga di Rochefort

  • MANET, Il pifferaio

  • MANET, Berthe Morisot con un mazzo di violette

  • MANET, Ritratto di Emile Zola

  • MANET, Ritratto di Emile Zola

  • MANET, La cameriera della birreria

  • MANET, Il balcone

Insieme al padre, precursore per molti versi dell’impressionismo, si trovano infatti esposte svariate opere di suoi autorevoli colleghi, quali Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot e numerosi disegni che raccontano le architetture della Parigi di metà Ottocento.

La mostra è articolata in dieci sezioni tematiche.

Si apre, come nelle storie migliori, con la presentazione dei protagonisti: una serie di opere che ci presentano gli uomini di cultura di quel tempo, lasciando ai loro stessi occhi e ai loro sguardi la possibilità di raccontarsi partendo da dipinti che per sempre li consegnano alla storia.

Segue la parte dedicata alla Parigi moderna, con alcuni dei più squisiti disegni di architetture esistenti – o solo progettate – e un inaspettato Gauguin che ci mostra tutto l’affetto che prova per la sua città con una magnetica visione della Senna.

La terza e la quarta sezione, Visioni marine e nature morte, sono dedicate a temi spesso poco considerati nei manuali ma, allo stesso tempo, fondamentali per la formazione degli artisti, magistrali esercizi di pennello per catturare luci, ombre e movimenti.

MANET, La lettura

La parte dedicata all’heure espagnole presenta invece opere magnifiche nella loro capacità di catturare i caldi rossi e la rovente aria Iberica. Qui troviamo capolavori assoluti quali Lola di Valencia e Il pifferaio, scelto come volto della mostra.

A seguire il racconto della Parigi nascosta, narrato dai caffè e dalle stradicciole dove vive la povera gente, che si scontra con quello della Parigi opulenta, affidato, primariamente, alle rappresentazioni dell’Opéra e della città in festa, con le sue eleganti dame con i loro lussuosi vestiti.

Anche le ultime due sezioni ci propongono un confronto tra le donne in bianco, nella prima, e in nero, nella seconda. Qui vediamo tornare una delle più classiche tematiche dell’arte legate alla figura femminile: la donna chiara, angelica, e quella con l’animo misterioso e oscuro. Tra le donne in bianco troviamo Il balcone che tanto scalpore fece nel Salon del 1869 per i colori sfacciatamente sgargianti e per l’assenza di un vero e proprio soggetto.

Una mostra ricchissima per le opere esposte e per la straordinaria capacità di queste di ricreare uno dei contesti più vibranti e vivi della storia dell’arte: la Parigi moderna.

 

Manet e la Parigi moderna
8 marzo 2017 – 2 luglio 2017
Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano
Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì / mercoledì / venerdì/ domenica 9.30-19.30; giovedì / sabato 9.30-22.30


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