Cinema

La piccola impresa di Rocco Papaleo

Giorgio Raulli
25 ottobre 2013

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Ispirato al romanzo omonimo di Rocco Papaleo, Una piccola impresa meridionale è l’opera seconda dell’attore lucano, dove il sacerdote don Costantino (Papaleo), lasciati i voti, si ritira nel vecchio faro poco lontano dal suo paese, per cercare isolamento e riparo da uno scandalo. Sua madre (Giuliana Lojodice) infatti è già disperata perchè l’altra sua figlia Rosa Maria (Claudia Potenza) ha lasciato il marito Arturo (Riccardo Scamarcio) per un’altra persona. Al faro arrivano anche una escort in pensione, Magnolia (Barbora Bobulova), e una “piccola impresa meridionale” di ristrutturazioni, chiamata per riparare il tetto.

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Con un montaggio forse eccessivamente flemmatico, Papaleo ha costruito una commedia dalla trama non troppo originale: alcuni personaggi che messi alle strette dalle vicende della vita si reinventano e cercano di capire se stessi e gli altri… Da premiare invece è l’assenza di stereotipizzazioni dei protagonisti, i quali si presterebbero bene a facili ironie e a dinamiche scontate. Non esistono personaggi secondari, ma tutti allo stesso modo ci mostrano le proprie normali diversità, dando vita ad una storia che può dirsi realistica. Senza falsi buonismi, la pellicola non va ad impelagarsi in intrecci avvincenti o in situazioni “da film”: l’ironia è sempre colorata con una certa malinconia, a volte rassegnazione per la propria condizione di vita, ma poi anche sollievo perché si è capito come andare avanti.

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Il cast di bravi attori ha senz’altro il grosso merito di far funzionare tutte le singole vicende personali dei protagonisti, che altrimenti risulterebbero insensatamente scollegate le une dalle altre; anche la musica, presentissima – a tratti addirittura ridondante –, gioca un ruolo fondamentale come già era successo in Basilicata coast to coast (2010, opera prima di Papaleo).

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Intelligente nella trattazione dei contenuti, molto lineare, lenta (ma il giusto, è pur sempre un film sull’isolamento e sull’introspezione), Una piccola impresa meridionale è un pellicola che per sua fortuna si distacca sia dalla commedia “caciarona” all’italiana, sia da quel genere autoriale spesso appesantito da una denuncia sociale e drammi malamente dosati.

Giorgio Raulli


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