Advertisement

La primavera e il risveglio astrale

Massimo Urbano Ferrari
16 marzo 2014

img1

L’abbiamo invocata mille volte durante l’inverno. Ci coglie sempre all’improvviso e a volte è implacabile. Ci prende nei pomeriggi assolati e dai cieli azzurrissimi, ci stuzzica con i venti che soffiano forti e ripuliscono l’aria dalla freddezza invernale. Ci porta lontano e non ci lascia nulla. La primavera è, per la nostra vita, una rinascita spirituale di importanza cosmica.

Nel giorno più luminoso apriamo il guardaroba e rimaniamo di stucco. E ora, cosa mi metto? La domanda fatale ci assale ogni anno, puntuale, verso metà marzo. Fa caldo, ma più tardi avrò i brividi. E se indossassi quel bellissimo vestitino di seta cosi impavido? La primavera è folle, a volte come i nostri pensieri.

mg2

Ama il rischio, come il segno che ce la porta in mano: l’Ariete. Parola d’ordine: uscire! E reinventarsi. È la stagione del cambiamento. Osiamo, come fa l’Ariete. Ravviviamo con sfrontatezza i capi più intristiti del nostro armadio, usando i colori che la Primavera ci offre, ispiriamoci alla natura: dal giallo del tarassaco all’indaco del non ti scordar di me, il periodo più energetico dell’anno ci offre mille spunti di rinnovamento.

Una volta tanto ammiriamo la Primavera del Botticelli, andiamo a riguardarla, scopriamo i codici segreti in essa contenuti facendoli nostri. La primavera è nient’altro che un invito. Ad accogliersi, a partorire un nuovo sé stesso più vivo, più forte. Come l’aria frizzantissima della prima notte di primavera, quando le mimose fosforescenti irrompono nella notte ancora oscura e rischiarano le prime timide uscite che preludono l’estate.

La primavera è la vita, dobbiamo solo osservare la natura. E imparare.

Massimo Urbano Ferrari