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La primavera funziona (in solitaria!)

staff
25 aprile 2013

Come ho scritto qualche giorno fa sulle pagine del mio blog, finalmente è arrivata la primavera e con lei una ventata di pois, almeno nel mio armadio.
Presa dall’euforia, le prime cose che ho fatto -in ordine sparso- sono state: controllare che i pantaloni della scorsa stagione mi entrassero ancora, svuotare la mia cabina armadio e sistemarla per far posto a t-shirt e maglioncini di cotone, cambiare colore di capelli (e se ve lo state chiedendo: NO, non ho fatto uno shatush!), mangiare più gelato al pistacchio, comprare un nuovo paio di Converse, creare una nuova playlist, iniziare un nuovo romanzo (“Lolita” di Nabokov), riempire il frigorifero di yogurt, decidere di aggiungere alla lista di cose da fare un paio di punti che mi spaventano molto e accertarsi che la pila dei libri da studiare per la prossima sessione d’esami sia cresciuta in altezza.

Dopo questa fase iniziale, sorvolando su tutta una serie di buone intenzioni disattese – come dimagrire di tre chili, risalire sulla bicicletta, mangiare meno porcherie e comprare meno trucchi – sono passata al lato oscuro della medaglia, e ho iniziato ad appuntarmi taluni comportamenti e modalità d’ abbigliarsi che non posso far a meno di aborrire.

Ne ho ottenuto una mia classifica degli orrori, che include:
•    Auto-abbronzante
•    Fondotinta scuro (e collo chiaro!)
•    Calze color carne
•    Sneakers con la zeppa
•    Manicure appuntita e decorata
•    Shatush
•    Superga bianche con calzini neri
•    Il solito connubio frontino-coda.

Per non parlare di quelle che in treno si truccano o canticchiano con le cuffie alle orecchie assurdi e ridicoli motivetti, di quelle che per strada camminano “investendoti” senza chiedere scusa, delle commesse acide che non sorridono mai, degli ordini in Feltrinelli che sono puntualmente in ritardo, delle assistenti che a lezione spiegano ma in realtà non spiegano  perché le uniche a capirle sono loro stesse , dell’ignoranza che dilaga e di quelli che, dopo aver letto libri con nel titolo i termini “sfumature”, “Tiffany” e “Chanel”, pensano di essere in grado di meritare un posto nella giuria del Premio Strega. Senza dimenticare le prodezze culinarie di quelli che “io cucino meglio di Cracco”, e poi li si vede preparare stupide insalate con la frutta.

Tutto questo per dirvi che la mia primavera è iniziata con i propositi migliori e la cosa è andata benissimo, se si considerano le azioni solitarie volte al mio benessere personale.
Non ci si può attendere che il resto dell’umanità sia disposto a godere di una bella giornata di sole come lo sono io, ed è per questo che resto ancorata solo alle cose belle di questo convulso periodo primaverile, godendo del mio avere sempre sonno, della mia pagina Asos perennemente aperta sul pc, del mio professore di Letteratura Italiana, dei suoi racconti e della sua ironia.

Se le cose dovessero peggiorare e la situazione diventare ingestibile ho deciso che mi ribellerò graffiando.  Così per lo meno quelle odiose unghie alla Rihanna avranno motivo d’esistere.

St.efania