Letteratura

La realtà supera la finzione? Adam Johnson vince il Pulizter con il suo romanzo sulla Corea del Nord

Maria Stella Gariboldi
21 aprile 2013

Dopo un 2012 senza vincitori, quest’anno il Premio Pulitzer per la narrativa è stato finalmente assegnato.
La vittoria va ad Adam Johnson per il suo “The Orphan Master’s Son”, pubblicato in Italia da Marsilio con il titolo “Il Signore degli Orfani”. Un romanzo premiato per il suo valore artistico, non meno che per il suo approfondimento di una delle realtà mondiali meno conosciute: la dittatura nordcoreana.
Frutto di sette anni di ricerche e di un viaggio di propaganda autorizzato dal governo di Pyongyang, “Il Signore degli Orfani” è valso all’autore di San Francisco il plauso di colleghi e critici, la nomina tra i migliori romanzi del 2012 e, infine, il più prestigioso riconoscimento letterario statunitense.
Di volta in volta, i motivi di stima citati da autori e giornalisti sono diversi, focalizzandosi sulla trattazione di temi quali l’amore e la formazione, piuttosto che sulla precisione documentaria oppure semplicemente sulla qualità della scrittura. Osservazioni varie, e tutte riscontrabili in un romanzo che mescola la finzione alla realtà, l’invenzione al reportage.

Pak Jun Do è il figlio del direttore di un orfanotrofio e di una cantante scomparsa nel nulla, una delle vittime di rapimento che lo Stato produce quotidianamente. Jun Do è capace, e la sua abilità gli frutta una carriera come rapitore di stranieri che lo porterà a entrare in contatto con il vero volto della dittatura e con Sun Moon, un’attrice che suscita in lui l’amore e il desiderio di una vita diversa.
Tra l’ubiquità della propaganda di regime, vomitata a ripetizione dagli altoparlanti nelle strade, e il totale isolamento di una popolazione che non ha idea di una realtà diversa da quella sotto la dittatura, sembrerebbe di leggere un “1984” dei giorni nostri. E invece “la verità è più strana della finzione” – per dirla con Twain – e la situazione descritta è drammaticamente reale e attuale, mai come ora.
Ma se la realtà supera la fantasia, o almeno le dà uno spunto notevole, la finzione diventa la strada per penetrare in un mondo inaccessibile, e addirittura per comprenderlo più a fondo.

Maria Stella Gariboldi

“Il Signore degli Orfani” di Adam Johnson, Marsilio, traduzione di Fabio Zucchella, pp. 560.


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