Advertisement
Leggere insieme

La rondine che voleva vedere l’inverno

Marina Petruzio
29 luglio 2017

Seconda uscita per la trilogia firmata Philip Giordano, arriva in libreria da Lapis edizioni, La rondine che voleva vedere l’inverno.

C’è curiosità nel mondo. Che si migri pur non essendo migratore o che si decida di rimanere sebbene migratore comporta molta curiosità, buona capacità di resistenza e adattamento, oltre a un’ottima disposizione verso le emozioni.

Dopo i colori freddi dei ghiacci del nord, popolato da pinguini come cubetti, e riscaldato ora – dopo una migrazione in terre lontane, calde e colorate di rossi e verdi come di rosa intensi di tramonti o albe – da una lunga sciarpa, carica d’affetto e tinta come solo Paul Klee poteva ispirare. Lasciato Il pinguino che aveva freddo ai suoi pensieri, al ricordo dei suoi amici e di altre possibili terre da esplorare, incontriamo una rondine, Marta, che tra il verde di un lussureggiante bosco e il giallo caldo e luminoso del cielo infuocato dal rosso di un sole al tramonto, porta la primavera. Marta che è nata tra i rami delle piante di quel bosco e che sempre è la prima ad arrivare per ritrovarlo pieno, maturo come la frutta generosa che cresce sugli alberi. Le ciliegie, le albicocche, le bacche dei rovi.

Cibi succulenti, dolci, freschi. Marta si divertiva a rincorrere gli insetti che affollavano il cielo caldo dell’estate.

Marta che si chiede com’era il bosco, com’era casa prima del ritorno, com’è il mondo attorno se non è primavera. E come sarebbe se un giorno non si rispondesse a quel soffio di vento, al tremolio delle foglie a quello sfarfallio del cuore?

Che cosa succede al bosco dopo la nostra partenza?

Cioè se non si partisse, se non si migrasse, se si restasse per dare un’immagine alla parola inverno, se ci si fermasse per conoscerlo per poterlo chiamare per nome e sapere chi è? Il mondo sta cambiando. Ma nessuna sapeva rispondere.

É così che una curiosa quanto coraggiosa rondinella di primavera scoprì la solitudine e la contemplazione, apprese i rossi e i gialli delle foglie del bosco in autunno, conobbe la desolazione del cielo quando i rami sono spogli e il sole è lontano, il bagliore e l’allegria della neve, il suo manto bianco e il freddo. Il freddo che assorbe energia, il vuoto del grande sonno e l’amorevole curiosità di uno scoiattolo, Sam. Il nome dell’inverno.

Meraviglia e amicizia. Meraviglia da far fare le capriole per un mondo sconosciuto, eppure così famigliare, da passarci in mezzo nel silenzio di un volo ad ali spiegate mentre cangia di colore, di sapore, di odore, di stupore.

Meraviglia per chi accoglie, condivide, divide, pur senza essersi mai conosciuti: forse che scoiattolo e rondinella avessero sentito parlar l’uno dell’altra? O forse son le ghiande? Meraviglia per chi dona amicizia, per chi si prende cura e legge a alta voce nei momenti di malinconia.

Con un occhio di attenzione sempre alle ghiande, per cortesia.

 

La rondine che voleva vedere l’inverno
Testo e illustrazioni di Philip Giordano
Edito Edizioni Lapis
Euro 13,50
Età di lettura per tutti


Potrebbe interessarti anche