La rubrica Mamma&Lavoro di Patrizia Eremita

staff
30 settembre 2012

Parliamo di mamme freelance con Francesca Amè, giornalista che scrive per diverse testate e che da anni si occupa di donne e soprattutto di mamme.
L’Italia è il secondo paese in Europa per numero di partite iva in rosa, in particolare il 16% delle donne che lavorano è una libera professionista.
Le motivazioni a questo fenomeno sono varie: se da un lato, dopo la maternità, sono in molte a decidere di mettersi in proprio, dall’altra alcune sono praticamente costrette a diventare delle libere professioniste. Questo perchè alcune aziende non contemplano la possibilità di avere un orario flessibile o comunque un part-time; inoltre, molto spesso la maternità inficia il rapporto di lavoro in azienda, provocando talvolta situazioni di mobbing che spingono ad abbandonare il lavoro da dipendente.
Ecco allora i consigli che Francesca rivolge a tutte coloro che intendono dedicarsi alla libera professione.
1- Consultare il proprio albo di settore: chiedere consiglio a chi fa già questa professione in maniera strutturata è la prima cosa da fare.
2- Trovare un ottimo commercialista, una persona di fiducia e di comprovata esperienza. A questo proposito, è importante informarsi su quelli che devono essere le procedure e le leggi da seguire per potersi tutelare da un punto di vista previdenziale, anche nell’ipotesi di una seconda gravidanza.
3- E’assolutamente necessaria una buona gestione del tempo privato e del tempo da dedicare al lavoro: non mischiare troppo le due sfere, specie se si lavora da casa, è fondamentale.
“Occhio all’organizzazione: sarete le cape di voi stesse, quindi siate delle cape molto severe!”