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La Russia invade l’Ucraina. È odore di guerra fredda

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo
4 marzo 2014

foto di copertina

Chi pensava che con l’abbandono di Kiev da parte dell’ex presidente Viktor Yanukovich la crisi ucraina fosse finita si sbagliava di grosso. Infatti la Russia ha deciso di tenere il mondo intero con il fiato sospeso. Ancora una volta.

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Analizziamo i fatti.

Nella serata di venerdì 28 febbraio, 13 aerei russi atterrano all’aeroporto militare di Gvardiiski, nei pressi della città di Sinferopoli, trasportando circa 2mila soldati russi. Prima dello sbarco Kiev aveva già denunciato l’invasione russa dello spazio aereo ucraino.

L’1 marzo, alle 9.30, Obama richiede frettolosamente una conferenza stampa, nella quale afferma che l’intervento russo in Crimea avrà “un costo” e che un eventuale susseguirsi di pressioni militari “sarebbe una chiara violazione dell’impegno russo al rispetto dell’indipendenza, della sovranità e delle frontiere dell’Ucraina, delle leggi internazionali”. Già nel primo pomeriggio la flotta ucraina era in movimento per impedire l’ingresso di ulteriori forze militari russe; contemporaneamente venivano sospesi tutti i movimenti in entrata e uscita dalla penisola. Alle 16.05 la CNN annuncia che la Duma, il Senato russo, ha dato il via libera all’uso della forza nella crisi in Crimea. Alle 17.00 viene appurato che la presenza militare russa a Sinferopoli, capitale della repubblica di Crimea, ammonta a 6mila unità.

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Il 2 marzo arrivano i primi appelli a una risoluzione pacifica e le prime condanne da parte di alcuni leaders di varie nazioni. La sicurezza nazionale Ucraina ordina la mobilitazione generale dell’esercito, dopo l’aumento delle forze a 15mila soldati. Barack Obama minaccia di boicottare il G8 d Sochi a Giugno e Putin risponde: “Mosca è pronta a difendere gli interessi russi in Ucraina.”

La mattina del 3 marzo, secondo fonti ucraine, soldati russi avrebbero preso d’assalto una base radar e un’accademia della Marina militare ucraina, sequestrandone gli armamenti e facendo prigioniero un ufficiale ucraino inviato per trattare con le forze russe. Alle 11.50 fonti indiscrete parlano di 12 mezzi blindati che si dirigono verso Simferopoli.

Alle 12.51 il premier ucraino Arseni Iatseniuk dichiara: “La Russia ci ha dichiarato guerra, siamo sull’orlo del disastro.” La Russia “non aveva, non ha e non avrà giustificazioni per l’aggressione armata nel territorio ucraino o nel territorio della Repubblica autonoma di Crimea, che fa e farà parte del Paese”.

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Nel frattempo uomini armati e in mimetica, presunti militari russi, circondano la caserma del reparto A-0669 della Marina militare ucraina vicino a Kerch (Crimea) controllandone l’ingresso.

L’edificio è ora sotto controllo di “uomini armati non identificati”, spiega l’agenzia ucraina Unian.

Contemporaneamente, interi reparti dell’esercito ucraino in Crimea si schierano con i russi e persino il comandante in capo della Marina ucraina, l’ammiraglio Denis Berezovsk, ha giurato fedeltà alle autorità filo-russe di Crimea.

Polemiche, strategie di ritorsioni e richieste di risoluzioni pacifiche arrivano da tutti i paesi Ue e Nato.

E la posizione italiana?

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Alle prese con la sua prima emergenza internazionale, Matteo Renzi non si sbilancia troppo (conscio della nostra dipendenza energetica, ma non solo, dalla Russia), invitando Mosca “a evitare azioni che comportino un ulteriore aggravamento della crisi e a perseguire con ogni mezzo la via del dialogo”. Contemporaneamente invita le autorità ucraine “a promuovere ogni sforzo volto alla stabilità e alla pacificazione del Paese nel rispetto della legalità e della tutela delle minoranze”. Renzi ha parlato con tutti i principali alleati. Mentre Hollande è già pronto a ritirarsi dal G8 previsto per Giugno, la Merkel è molto più cauta nel prendere la sua decisione, dato che  il G8 è uno dei pochi strumenti di contatto diretto con la superpotenza Russa. Per il momento questa è anche la posizione dell’Italia. L’ombra di un antico terrore avanza incontrastata all’interno della diplomazia internazionale: la guerra fredda.

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo