Fashion

La scarpa: quel tocco di classe

staff
16 gennaio 2013

Nell’abbigliamento maschile la scarpa è un accessorio importante, al pari della cravatta, della camicia e di tutti gli altri elementi che nell’insieme conferiscono quel tocco di eleganza ricercata.
Analizziamo le calzature realizzate artigianalmente,  quelle semiartigianali che presentano caratteristiche ottimali per la salute dei nostri piedi.
Per prolungare l’utilizzo delle nostre scarpe, è importante adottare alcuni accorgimenti, in modo che esse invecchino con noi.
Per prima cosa, non bisogna indossare lo stesso paio di scarpe per più di un giorno, ma farle riposare per almeno ventiquattro o quarantotto ore. Quindi, utilizzare il tendiscarpe di legno dopo l’uso, perché così si asciugheranno dal sudore del piede senza deformarsi. Dopo ventiquattrore si potranno riporre, sempre lontano da fonti di calore, con l’aiuto di un tendiscarpe di plastica o legno, una volta lustrate con un lucido naturale, non con prodotti al silicone o alla trementina, irrimediabilmente deleteri per la pelle della tomaia.
Quando si ripongono le scarpe per periodi mediamente lunghi, alcuni patiti consigliano di lucidare la suola e, in particolar modo, la zona prossima al tacco, che tenderà di più a screpolarsi.
Nell’abbigliamento maschile le scarpe rappresentano un segnale sia della personalità, sia dello stato sociale di chi le indossa, e perciò l’uomo elegante calzerà scarpe, il cui aspetto leggermente vissuto evidenzierà buon gusto e ricercatezza.

I pellami delle scarpe sono di origine bovina, caprina, ovina e, in quantità minori, equina (un paio di scarpe con la culatta di un solo cavallo), anche se ultimamente si ricorre a materiali sintetici con suola in gomma, serio pericolo per la salute dei nostri piedi, perché non favoriscono la naturale traspirazione, né garantiscono la termoregolazione, offerta invece dalle calzature in pelle.
Per quanto riguarda la composizione, la scarpa si può suddividere in due elementi costitutivi: la tomaia e la suola.
La tomaia rappresenta la parte superiore della calzatura, quella cioè che contiene il piede ed è formata dalla mascherina, dai gambetti, dalle ali di questi ultimi -sede delle stringhe-, dal contrafforte esterno e interno, dal puntale liscio o punzonato e dall’interno dalla fodera.
Legata alla tomaia, invece, la parte inferiore è formata dalla tramezza, dal guardalo (striscia di cuoio lunga circa sessanta cm, larga due e spessa tre millimetri), dal cambrione (pezzo di acciaio lungo circa dieci cm e largo circa uno e mezzo, che, tra tramezza e guardalo, si estende da metà del tacco fino all’articolazione metatarsiale, e rende snodabile la suola per stabilizzare la scarpa). Altri componenti sono l’inserto (sughero o speciale gomma che ammortizza il carico sul piede), il girello (su cui si monteranno gli strati di cuoio che formeranno il tacco), il mezzotacco in gomma (che poggerà a terra), e la suola (cucita al guardalo), che presenta sul lato per terra una scanalatura, l’”increna”, lunga tutto il perimetro della suola e profonda circa la metà del suo spessore, ad ospitare i fili di cucitura.
La prossima volta affronteremo la descrizione delle tipologie delle scarpe e, in particolare, di quelle stringate, eleganti ad allacciatura aperta ed eleganti ad allacciatura chiusa.

Domenico De Rosa


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