Cinema

La schiuma dei giorni. Tra fantasia e realtà.

Sarah Elisabetta Scarduzio
20 settembre 2013

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In una Parigi atemporale, misteriosa, ma riconoscibile e un po’ moderna, sono destinati ad incontrarsi durante una festa, sulle note del celebre brano jazz Mood Indigo di Duke Ellington, due singolari anime gemelle: il ricco, molto creativo e sognatore Colin e la tenera Chloe. Tra i due nasce subito un grande amore e presto decidono di sposarsi.

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Felici e senza preoccupazioni, trascorrono le loro giornate insieme all’amico Chick, ossessionato dalla filosofia esistenzialista di Jean-Sol Partre, e alla sua fidanzata Alise. A vegliare e prendersi cura di loro è Nicolas, cuoco, autista, avvocato e guida spirituale di Colin.
Ma Chloe improvvisamente durante la luna di miele si ammala. Scoprirà che una ninfea cresce inarrestabile nei suoi polmoni e da quel momento la loro storia simile ad una fiaba diventa uno spaventoso dramma che travolge tutto e dilaga distruggendo anche le vite dei loro amici.

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Per assicurare ogni cura necessaria a Chloe e circondarla di fiori freschi ogni giorno che la aiutino a guarire, Colin spende quasi tutti i suoi soldi, è costretto a trovare un impiego e, disperato, ad accettare qualsiasi tipo di lavoro.
Ma la malattia continua ad aggravarsi. E più questa sembra diventare inguaribile, più la città diviene tetra, lugubre, ostile e la loro stravagante casa diventa sempre più piccola, stretta e buia.

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Tratto dal famoso romanzo di Boris Vian, “La schiuma dei giorni” è diretto dal regista visionario Michel Gondry che mette in gioco il proprio genio e talento per trasformare in immagini tangibili e rendere reale un progetto non semplice, per sua natura fantasioso e surreale. Ma forse proprio per questa difficoltà, la sua costante e minuziosa ricercatezza di effetti speciali che si susseguono sin dall’inizio ininterrottamente, scena dopo scena, sovrasta il racconto di una storia semplice e delicata e mette in secondo piano le interpretazioni dei suoi protagonisti, Audrey Tautou e Romain Duris, che sarebbero altrimenti perfetti per i loro ruoli.

Sarah Elisabetta Scarduzio


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