Il mio punto di vista

La sicurezza, un valore assoluto

Gabriella Magnoni Dompé
3 aprile 2013

Nel clima di incertezza economica che stiamo attualmente vivendo anche le uova di Pasqua non funzionano più, il cioccolato sembra essere un bene prettamente riservato solo ai bambini, le gite fuori porta sono oramai considerate quasi un lusso e persino il pranzo pasquale verrà consumato rigorosamente a casa, tra pochi intimi e pochi fronzoli. Anche il meteo non aiuta: la primavera è latitante
In che cosa possono credere gli italiani? Di certo non nel governo – latitante anch’esso. Ma almeno nell’incolumità, questo sì. Sarebbe anche il caso.
Il Bel Paese è sempre stato la patria di musicisti, attori, cuochi e viaggiatori. La delinquenza, quella vera, era relegata agli episodi mafiosi, alle grandi rapine, alle ville nel Veneto, prigione dorata di pochi ricchi. Ma in questi ultimi anni ho la sensazione che la situazione sia profondamente cambiata: ce lo dicono i titoli dei giornali e i servizi in televisione, i racconti degli amici, dei vicini di casa.
Ormai anche la massaia che dal supermarket rientra a casa non può ritenersi al sicuro. Per non parlare poi degli anziani. Non bastano le strade di Milano costellate da buche infingarde a rendere la boccata d’aria giornaliera una vera e propria avventura. Ora, prima di uscire di casa, anziani, bambini, ma anche adulti in pieno vigore devono equipaggiarsi di tutto punto per riuscire ad attraversare indenni la giungla metropolitana. Anzi, sarebbe interessante che a fianco dei corsi serali organizzati dal Comune riguardanti i più disparati interessi, culturali e non, venisse promosso proprio un corso su come attrezzarsi ad affrontare le strade cittadine…e non solo per una questione di buche!
Fuori dallo scherzo (ma mica troppo), anche in una città da sempre considerata altamente borgese come Milano il senso di insicurezza per le strade è divenuto palpabile. Anche questo clima orwelliano, da sitcom e da Grande Fratello, in cui l’occhio indiscusso delle telecamere ci segue dovunque, nei fatti si traduce in un’infruttuosa spettacolarizzazione della vita di tutti i giorni in cui il colpevole non viene fermato, ma individuato solo quando il misfatto è già accaduto.
E’ ben triste constatare che nemmeno l’incolumità ci è ormai assicurata, l’incolumità di uscire di casa e di essere ragionevolmente certi di rientrarvi senza subire uno scippo, una rapina o, ancora peggio, entrare in un negozio al momento sbagliato con la persona sbagliata.
La Pasqua è da sempre il simbolo di una morte e di una resurrezione, e allora spero vivamente che in questo 31 marzo l’Italia stia raggiungendo il suo punto finale di mortificazione, con una conseguente rinascita. I venti della primavera potrebbero servire a spazzare le nubi che ormai non solo metaforicamente sembrano stazionare sulle nostre teste, le ceneri di un araba fenice che ha preso fuoco e aspetta solo il momento giusto per farsi rivedere in tutto il suo splendore. E speriamo allora che a soffiare sia un forte vento di bora, che ci riporti innanzitutto la certezza della tutela di un bene primario quale l’incolumità dell’individuo dovrebbe essere, soprattutto dell’individuo indifeso e magari anche onesto.

Gabriella Magnoni Dompé