Cinema

La signora dello zoo di Varsavia: un’eroina della Seconda Guerra Mondiale

Michela D'Agata
24 novembre 2017

Nick Caro dirige “La signora dello zoo di Varsavia”, adattamento cinematografico del romanzo di Diane Ackerman (“Gli ebrei dello zoo di Varsavia”), basato sulla storia vera di Jan e Antonina Zabinski.

Nell’elegante Varsavia della seconda guerra mondiale Jan (Johan Heldnbergh) e Antonina (Jessica Chastain) sono i custodi dello zoo della città, uno dei più grandi e famosi di tutta l’Europa dell’epoca. I violenti bombardamenti della guerra distruggeranno gran parte dello zoo, provocando la morte di molti animali. In seguito all’invasione nazista della capitale, lo zoo chiuderà poi i battenti ed i due impotenti custodi saranno costretti a scendere a patti con il Dr. Heck (Daniel Brühl), capo dello zoo di Berlino e funzionario del Reich. Ma con la costruzione del ghetto ebraico e l’inizio delle deportazioni, la coppia, collaborando con la resistenza, deciderà di mobilitarsi e farà in modo di adibire gli spazi dello zoo a rifugi segreti per salvare gli ebrei dalla crudeltà nazista.

Intorno al personaggio della Chastain, fantastica nel ruolo, ed intorno al punto di vista del suo personaggio ruota l’intero film: quello di una donna dal grande cuore, amante degli animali, generosa ed audace al punto tale da mettere a rischio la sua intera famiglia per salvare delle vite – se solo fossero stati scoperti sarebbero stati giustiziati brutalmente insieme al figlio. La dolcezza della donna e la sua sensibilità nei confronti dei terrorizzati fuggiaschi derivano dalla sua esperienza con gli animali: avendo compreso il loro modo di comportarsi e la loro paura nei confronti degli uomini saprà usare la sua esperienza per tranquillizzare e gestire i rifugiati. Estremamente interessante e toccante è l’accostamento delle due tragedie alla base del racconto: quella degli ebrei deportati e degli animali uccisi; uomini e bestie condividono lo stesso atroce destino.

All’originalità della trama si contrappongono invece una messa in scena e una regia piuttosto classiche e convenzionali, che vanno a penalizzare il potenziale drammatico ed emotivo della pellicola che è comunque costruita con precisione.

Niente da dire sugli interpreti: ottime le loro interpretazioni seppur prestate a personaggi, eccetto quello di Antonina, che potevano essere maggiormente approfonditi.


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