I nostri blog

La storia siamo noi 2 : la vendetta

staff
18 maggio 2011


C’è chi dice che studiare la Storia serva soprattutto a non commettere gli errori commessi nel passato.
In questo caso ci aiuta a capire l’origine del concetto di bellezza alla quale ogni giorno ci ispiriamo mentre, la mattina davanti allo specchio, cerchiamo di ricreare una faccia che sia socialmente accettabile.
Eravamo arrivate al ‘700. Et voila, la France est l’hôte de la mode et la beauté.
La donna rococò è delicata, snella, graziosa e civettuola; una femminilità non particolarmente espressiva, né specialmente interessante. Allora come oggi le ragazze e le signore ambivano ad essere tutte alla moda: quindi tutte uguali.
Spopolavano incarnato sempre candido, ma stavolta meno artificioso, rouge sulle guance e sulle labbra, nei finti di taffetà le cui posizioni e grandezze prendevano nomi particolarissimi come assassino quando era accanto all’occhio, malizioso sulla piega del sorriso, sbarazzino sul labbro superiore, sfrontato sul naso, discreto sul labbro inferiore. Non dimentichiamo le ciprie per i capelli. Quando lavarsi non era una consuetudine, per coprire l’unto si usavano le ciprie. Di mille sfumature di bianco diverse.
Il “Dictionnaire des art et métiers” finalmente condannava nel 1773 i trucchi composti da “piombo, biacca, magistero di ossido di bismuto naturale”, riconoscendo il regresso del loro impiego: in particolar modo del vermiglione, un tipo di rosso ricavato da un miscuglio di zolfo e argento vivo che i profumieri da tempo non utilizzavano più perché “nocivo alla salute”.
Dopo il 1770 gli “ideatori” di cosmetici si rivolsero più frequentemente all’Accademia delle Scienze. Nel 1778 Luigi XVI creò la Società reale di Medicina per controllare ogni autorizzazione sui “rimedi segreti”. Ciò spiega il successo alla fine del secolo delle materie vegetali, ritenute “meno pericolose”: per intenderci quelle Toilettes de Flore nelle quali il rosso si otteneva più dallo zafferano che dal vermiglione ricavato dal bismuto. Queste scelte cosmetiche avevano indubbiamente tonalità più delicate che si accordavano con l’incarnato naturale e con la fisionomia.
L’Ottocento è una storia diversa. Si afferma la bellezza romantica, che esalta le turbolenze del cuore, le ebbrezze della passione e le lacrime. Trionfano: l’ideale serafico, pallore spettrale, sguradi cupi e profondi. È l’epoca delle brune (evviva !), che ingrandiscono lo sguardo con l’atropina e la belladonna (pazze).
È nel 1890 che Madame de Lucas fondò a Parigi il primo Istituto di bellezza. Entrarono gradatamente nella tecnica della nuova cosmesi metodi fisici, di massaggio, di chirurgia estetica, di dietetica.
Il Novecento e l’epoca contemporanea nella prossima puntata.

 

Iashy