Green

La top 10 dei cibi che inquinano l’ambiente

Marco Pupeschi
20 giugno 2014

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I cibi che inquinano di più? Le ciliege cilene e i mirtilli argentini. Inquinano perché arrivano sulle tavole degli italiani dopo lunghi viaggi con mezzi inquinanti che consumano petrolio ed emettono gas ad effetto serra. È quanto emerge dal dossier “Lavorare e vivere green in Italia”, elaborato in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente proclamata dall’Onu.

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È stato calcolato che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve infatti percorrere quasi dodicimila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per più di undicimila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica. Che dire poi degli asparagi dal Perù? Viaggiano per oltre dieci mila km, bruciando 6,3 chili di petrolio e liberando 19,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei.

Alla posizione numero quattro dei prodotti a rischio abbiamo le noci della California seguite dalle rose dell’Ecuador per le quali sono state denunciate anche situazioni di sfruttamento del lavoro, condizioni a rischio per la salute, messa in pericolo dai numerosi prodotti chimici con cui sono trattati i fiori. Alla posizione numero sei troviamo poi le more del Messico, in settima posizione i cocomeri del Brasile seguiti dai meloni di Guadalupe e dai melograni da Israele. Due parole le meritano infine i fagiolini dall’Egitto, decimi in graduatoria, che arrivano sulle nostre tavole a causa della cattiva abitudine di consumare fuori stagione alimenti di cui è ricca anche l’Italia.

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In un’intervista il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ha affermato che consumando prodotti locali, di stagione a chilometri zero e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a mille chili di anidride carbonica l’anno.

Fare la spesa con attenzione all’ambiente significa anche aiutare il territorio ed i prodotti che rendono il Made in Italy unico e competitivo nel mondo e quindi sostenere l’economia e il lavoro in Italia in un difficile momento di crisi.

Marco Pupeschi


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