Cinema

La vecchiaia ha il volto di Sherlock Holmes

Giorgio Raulli
19 novembre 2015

1

1947: Sherlock Holmes (Ian McKellen), ormai 93enne, ha lasciato l’investigazione per ritirarsi in una fattoria del Sussex, dove vive con la governante Mrs. Munro (Laura Linney) e il figlio di lei (Milo Parker). Per rimediare alla fallacia della sua memoria usa le api per procurarsu pappa reale, e addirittura viaggia fino a Hiroshima in cerca del pepe del Sichuan. Altro suo cruccio è tirare le fila del suo ultimo caso, vent’anni prima, quando un marito preoccupato lo aveva incaricato di seguire la moglie, donna molto misteriosa (Hattie Morahan).

Mr. Holmes – Il mistero del caso irrisolto, diretto da Bill Condon, si presenta come un atipico biopic: una pellicola biografica, focalizzata al tramonto di una celebre personalità, narrata attraverso flashback (pare sia l’unica tecnica narrativa possibile nel cinema biografico degli ultimi anni), ma tuttavia il protagonista non è nè un politico, nè un malvivente, nè un cantante o un attore, nè un eroe di alcun genere, bensì il personaggio fittizio nato dalla penna di Sir Conan Doyle.

5

Tratta dal romanzo A Slight Trick of the Mind di Mitch Cullin, pubblicato in Italia con lo stesso titolo del film, la pellicola traspone la vecchiaia di un uomo arguto e molto solo, che con l’avvicinarsi della fine si accorge degli errori fatti nella propria vita. Per quanto ciò sia stato ben eseguito dalle varie maestranze cinematografiche, quello che può lasciare perplessi è proprio l’idea su cui poggia tutta la storia: una trama classica e semplice, il declino di un vecchio che non accetta lo sfiorire del suo glorioso passato e che è tormentato dai rimorsi e dalla memoria ormai debole. Ma l’aver reso protagonista un mito della letteratura – e non solo, che per antonomasia rappresenta la scaltrezza, l’acume, l’iperattività, la misantropia – può far gioco solo se ci si concentra sulla contrapposizione fin troppo ovvia tra i mali della senilità e le celebri qualità del brillante Holmes.

Ha davvero senso raccontare il tramonto e i tormenti di un personaggio creato appositamente per restare eterno nell’immaginario di tutti? Ha senso usarlo come veicolo per soliti luoghi comuni sul tema della vecchiaia? È forse solo questione di gusti. Le due vicende mostrate in flashback, che si intrecciano inevitabilmente con una terza, il “presente” 1947, risultano appena collegate tra loro, e sul finale, si dimostrano essere semplici emblemi di trasformazione di un uomo senza dubbio particolare.

7

L’età renderebbe il noto investigatore privato molto più simile ad un anziano scorbutico, il cui cuore pieno di rammarichi si trasforma in quello di un nonno, quando intravede nel figlio della sua governate uno spirito affine ed intelligente. Sembra che, senza il nome altisonante di Sherlock Holmes a dar peso alla narrazione, la storia non sia nulla di più che un racconto drammatico (anche se in fondo a lieto fine) di un uomo che deve accettare l’inevitabile condizione del tempo che passa. Mr. Holmes è stato presentato alla 65esima edizione del Festival Internazionale del cinema di Berlino, a febbraio, mentre in Italia esce nelle sale il 19 novembre.


Potrebbe interessarti anche