Leggere insieme

La Zattera

Marina Petruzio
29 giugno 2015

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Olivier de Solminihac e Stéphane Poulin sono gli autori di La Zattera, tradotto da Paolo Cesari per Orecchio Acerbo Editore.
Lo chiudi e ti scopri a spolverarti le mani, prima una contro l’altra, poi sugli abiti, proprio come se ci fossi stato tra quelle dune, tutto il giorno a costruire una zattera carica di conchiglie, un lembo d’alga per bandiera, da affidare al mare.
Le illustrazioni a tutto campo, l’assenza di margini o cornici, un paesaggio che segue di pagina in pagina, la luce in continuo cambiamento come in una giornata di vento e nubi al mare, il punto di vista in cui l’illustratore ci colloca, ci vogliono lì, nella storia. A piedi nudi o in sandali, tra le dune, su quella sabbia ancora fredda di un’estate che sta per cominciare, a pochi passi dai protagonisti, seduti con loro, in riva con i piedi nell’acqua, a carponi – il nostro naso quasi a toccar quello luccicante e umido dell’orso Michao, lingua tra le labbra a sottolineare quella concentrazione particolare che si ha quando si fa qualcosa di bello, che richiede attenzione e pazienza e che al tempo stesso ci appassiona e coinvolge completamente. Come il costruir una zattera, un piccolo battello di salvataggio con il compito di traghettarci da una giornata che una dimenticanza assicurava di noia ad un gioco dove manualità ed immaginazione la riempiono, trasformandola in una giornata di cui serbare un ricordo particolare, pienamente vissuta. Insieme.

Michao é un orso bruno di particolare bellezza ed eleganza. Maglietta a righe bianche e rosse, al collo un fazzoletto rosso a grandi pois bianchi, un panciotto a sottolineare la particolarità del personaggio. Sulla sabbia si muove in modo goffo e gliene capitano di tutte, persino un granchio dispettoso si pinza all’orlo dei suoi pantaloni. Oggi proprio sembra non essere giornata. Eppure all’inizio sembrava perfetta! É arrivata l’estate, si va al mare! Ci siamo Margherita, una diafana capretta, l’orso Michao ed io. Quell’io narrante che nel racconto é una piccola volpe di cui non conosciamo il nome, così potresti essere tu che racconti a me che ti sto guardando.

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Si parte per il mare. Tutti in coda. Fermi. Michao devia, prende una scorciatoia per i campi seguendo un sentiero dismesso con la sua auto un po’ retrò, quasi una vecchia 1100 con gli interni rosso scuro capitonné. Ecco le dune, il mare, la sabbia! Finalmente si scende! Finalmente estate! Giochiamo con paletta e secchiello, costruiamo, ci tuffiamo ma…il bagagliaio é vuoto o meglio, ci siamo noi, spettatori in ascolto che incontriamo gli occhi stupiti e l’espressione delusa di chi là dentro si aspettava ben altro. Michao ha scordato tutto, anche i teli ed i costumi. La giornata sembra essere irrimediabilmente persa e rovinata, ci vorrebbe una magia, forza Michao, abracaduna, abracapalla, abracapinne…non sei più il più grande mago del mondo!
Un attimo d’attesa, il tempo sospeso di alcune pagine, della sabbia che scivola via da mani annoiate che non sanno cosa fare. Ci vuole pazienza e tanta creatività, bisogna essere stati bambini sulla spiaggia per sapere che basta urlare “Chi arriverà per primo al mare?” per scatenare la voglia di correre ed arrivare primo, anche al musone più incallito; per sapere che quando il mare indugia sulla spiaggia poi lascia sorprese che son veri e propri tesori: sassi, conchiglie, alghe, legni levigati e c’é…c’é che ora costruiamo una zattera. É bastato guardare l’orizzonte per un attimo ed eccola l’idea di salvataggio!
La giornata é risolta e si srotola lenta in una ricerca occhi a terra, in un raccolto che riempie le tasche, nel progetto di un lavoro sottile di piccole mani che intrecciano ed annodano, guidate da  grandi mani esperte – e Michao ha mani grandissime -, da un lavoro di gruppo che appassiona ed accende la fantasia di un immaginario comune.
Al ritorno, il sole basso sull’orizzonte, il silenzio é carico di intensa soddisfazione. Nuovi fili hanno tessuto la trama di nuovi e solidi legami. Di ricordi comuni. Di un viaggio durato un giorno vissuto intensamente ma soprattutto insieme, che lascia una porta aperta su un altro viaggio: quello della zattera carica di conchiglie tutto da immaginare!

Bella giornata, ho sabbia dappertutto!

Marina Petruzio

La Zattera
di Olivier de Solminihac illustrato da Stéphane Poulin
Traduzione: Paolo Cesari
Ed.: Orecchio Acerbo
Euro: 13,90
Età di lettura: dai 4 ai 99 anni


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