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Lake District, universo verde

Carla Diamanti
16 agosto 2016

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Se esistesse un quadro verde intitolato Il Paradiso, beh, sono sicura che sarebbe stato dipinto nel Parco Nazionale del Lake District. Verde ovunque, attorno ai laghi, sulle colline, davanti ai minuscoli cottage che sembrano usciti da un racconto. Verde che brilla con i raggi del sole estivo, che diventa più intenso e suggestivo al passaggio delle nuvole, tanto frequenti da queste parti. Verde punteggiato dal vello bianco delle pecore solitarie, o interrotto dai merletti di pietra disegnati dai muretti a secco. Il posto perfetto per allontanarsi dal rumore, dalla confusione, per liberare la mente e rilassarla concentrandosi solo sulle sfumature, infinite, di un unico colore. Il verde.

Lascio il cottage e attraverso il bosco che mi porta verso la strada asfaltata e fino al villaggio. Prima di arrivarci seguo le frecce che indicano i sentieri per il trekking e mi godo la solitudine e il silenzio. Per lo spuntino del pomeriggio scelgo il tavolo accanto alla finestra e ordino una fetta di torta fatta in casa accompagnata da tè fumante servito in una tazza di porcellana a fiori, ça va sans dire. Allora esiste davvero il mondo delle bambole?

Devono averlo pensato anche i tanti poeti inglesi che hanno scelto il Lake District per cercare ispirazione, per dare vita ai loro capolavori o ai personaggi che li hanno resi famosi. Beatrix Potter con il suo Peter the Rabbit nel villaggio di Hawkshead dove si visita ancora la Grammar School in cui studiò il più grande poeta del Romanticismo inglese, William Wordsworth. Ne inseguo le tracce di cottage in cottage e mi rendo conto che il suo gusto per le case non era da meno della sua ottima penna. Nella sua casa natale, a Cockermouth, poche miglia da una costa battuta dai venti e bellissima, si sentono ancora rumori di pentole e piatti, versi degli animali e risate dei bambini proprio come succedeva in una dimora di fine Settecento. Ci sono persino figuranti in abito d’epoca che si occupano delle faccende proprio come se la casa fosse ancora abitata, mentre la cuoca sforna dolci preparati secondo antiche ricette georgiane. E invita gli ospiti ad assaggiarli. Io però mi innamoro di Grasmere, grazioso e raccolto proprio come il perfetto villaggio incantato affacciato sul fiume. C’è persino una minuscola pasticceria da cui si sprigiona un delizioso profumo di dolcetti allo zenzero, preparati secondo una ricetta di quasi due secoli fa. Quello che manca sono le tracce di modernità: un’accurata progettazione urbana ha fatto sparire dalla vista fili elettrici, telefonici e antenne della televisione, per conservare l’impressione di un luogo fuori dal tempo.

Zaino in spalla e scarpe comode ma soprattutto cappello e impermeabile. È tutto quello che serve per entrare in una favola. Anche solo per qualche giorno.

 

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