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Lamborghini Miura: “Velocità e Colore” per i 50 anni

Gabriele Balsamo
3 maggio 2016

foto copertina

Esattamente cinquant’anni fa, al salone di Ginevra, Lamborghini presentava la sua nuova creatura. Frutto di un’idea di Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani, con l’ausilio dell’estro eccentrico della mano di Marcello Gandini, la nuova sportiva del Toro si presentò agli occhi degli spettatori come la vettura più moderna e innovativa del salone. Quell’anno segnò una svolta memorabile per la casa di Sant’Agata Bolognese che, a soli tre anni dalla sua nascita, riuscì a catturare il mercato automobilistico mondiale con una creazione senza precedenti, la Miura.

Oggi, a distanza di cinquanta anni da quel lontano successo, il museo Lamborghini si rinnova con la mostra Velocità e Colore”, in programma dal 28 aprile al 30 giugno, e realizzata in collaborazione con Automobili Lamborghini, l’editore modenese Artioli 1899 e il professor Paolo Fontanesi.
Alle vetture del Toro, che sono divenute leggende e pietre miliari dell’automobilismo italiano, la mostra affianca una rassegna di dieci opere di pittura a cura di Alfonso Borghi. I dipinti, caratterizzati da tele di grandi dimensioni, avranno lo scopo di reinterpretare, tramite la sapiente mano dell’artista di Campegine, l’elaborato stilistico e dinamico delle linee e dei colori che hanno guidato la Lamborghini verso il successo.

Il museo, inaugurato nel 2001 a Sant’Agata Bolognese, ripercorre, tramite l’esposizione dei suoi migliori modelli, la storia e i momenti salienti del marchio del Toro. La struttura, ad oggi, accoglie modelli del calibro della 350 GT, la Miura, l’LM002, la Diablo, la Countach, la Sesto Elemento e infine anche la Urus, il concept del futuro SUV Lamborghini.


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