Musica

L’Amore dà spettacolo all’Arena di Verona per il 90° Festival lirico

staff
25 giugno 2012

Lo scorso venerdì sera l’Arena di Verona ha regalato, per la sua serata di inaugurazione al 90° Festival lirico, una serata davvero magica e suggestiva, con tanto di candeline accese per tutte le gradinate. La romantica tradizione nacque da un evento accaduto il 10 agosto 1913, giorno della rappresentazione dell’Aida di Verdi. La mancanza di energia elettrica nell’Arena portò le migliaia di spettatori presenti ad accendere lumini e candele per riuscire a leggere i libretti e seguire il testo. Gli spalti si accesero creando costellazioni di piccole luci, uno spettacolo magnifico che creò un’atmosfera unica. Dopo alcuni anni Giuseppe Vincenzi, presidente dell’omonima azienda dolciaria veronese, decide di ricreare l’affascinante atmosfera fornendo candele a tutto il pubblico: nasce così la “tradizione delle candeline” che riaccende l’Arena ogni anno.

 

Si apre con l’opera mozartiana per eccellenza questa stagione che prevede un programma all’insegna dell’amore nelle sue molteplici interpretazioni: dalla passione  erotica di Don Giovanni alla scelta sacrificale di Aida; dalla seduzione di Carmen all’unione che trascende la morte di Romèo et Juliette; dal cuore di ghiaccio della principessa Turandot all’ardente disperazione di Tosca.
Il “dissoluto punito”, una novità per il palcoscenico dell’Arena, si presenta con una produzione affidata a Franco Zeffirelli per la regie e le scene, a Daniel Oren per la direzione dell’orchestra. Coreografia di Maria Grazia Garofoli, lighting designer Paolo Mazzon. I costumi, realizzati con tessuti Rubelli, sono di Maurizio Millenotti. «L’Arena è il luogo dei miracoli teatrali e delle verità rappresentative rare ed inattese» dichiara Zeffirelli, secondo il quale Don Giovanni è la più bella opera mai composta, un mistero insoluto in grado di dare sfogo ad infiniti spunti interpretativi ed emotivi, e che grazie a melodie molto conosciute può rivelarsi un titolo assai popolare, nonostante la partitura difficile per i vasti spazi dell’anfiteatro.
Non è però di certo il grande spazio a rendere dispersivo lo spettacolo; Don Giovanni è un’opera di grandi verità e immense bugie: basta solo un po’ di cuore e sensibilità per venirne travolti.
Sono impegnati nel capolavoro mozartiano, per 6 serate dal 22 giugno al 25 luglio, grandi artisti del panorama lirico internazionale. Nel ruolo di Don Giovanni vedremo alternarsi voci che hanno fatto di questo titolo il proprio cavallo di battaglia: Ildebrando D’Arcangelo (22 e 29 giugno – 6 e 25 luglio) ed Erwin Schrott (12 e 18 luglio). Le tre donne sedotte saranno interpretate da Anna Samuil per Donna Anna, Carmen Giannattasio (22 e 29 giugno – 6 luglio) e Maria Agresta (12, 18 e 25 luglio) come Donna Elvira, e Geraldine Chauvet (22 e 29 giugno – 12 e 18 luglio) e Christel Lötzsch (6 e 25 luglio) per Zerlina. Nei panni del servo Leporello Bruno de Simone (22 e 29 giugno – 18 e 25 luglio) e Marco Vinco (6 e 12 luglio). Don Ottavio sarà per tutte le recite Saimir Pirgu, il geloso Masetto Vincenzo Taormina (22 e 29 giugno – 6 luglio), che si dà il cambio con Deyan Vatchkov (12, 18 e 25 luglio). Il Commendatore, che alla fine dell’opera tornerà come Convitato di sasso a punire il protagonista, sarà interpretato da Paata Burchuladze (22 giugno) e da Gudjon Oskarsson (29 giugno – 6, 12, 18, 25 luglio).

 

Ricordiamo anche quest’anno le tante formule di abbonamento dedicate agli affezionati del Festival lirico: da 3 OPERE IN 3 GIORNI per serate consecutive all’insegna dell’opera a 3 OPERE IN 1 MESE per una rappresentazione a settimana al CARNET.

 

Marcella Di Garbo


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