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Leggere insieme

L’amore per la vita, senza parole

Marina Petruzio
4 maggio 2014

SENZAPAROLE

Roger Olmos, autore di SENZAPAROLE, nato dalla collaborazione tra Logos Edizioni e FAADA (Fundacion para el Ascesoriamento y Accion en Defese de los Animales) dedica a Noè – colui che li salvò tutti, animale tra gli animali – questo albo che lui stesso definisce il più importante e personale della sua carriera.

SENZAPAROLE è un invito a guardare senza parlare né leggere, senza la mediazione del pensiero e delle parole dell’autore.
É un invito ad emozionarsi, ad attendere che guardando, pagina dopo pagina, qualcosa dentro di noi inizi a muoversi, che il pensiero si concentri, che nascano delle domande.
Sono “immaginemotive”, come le definisce l’autore stesso, quelle che ci passano davanti lasciandoci senza parole.

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Una mucca piange. Nel suo grande e buono occhio bovino il riflesso della sua malinconia, il suo ricordo più caro: un pascolo verde. L’immagine è scura, il blow-up sulle lacrime e quella bellissima, fresca distesa verde.
La scena si allarga nella doppia pagina successiva: la mucca piange un po’ in disparte guardando dagli spiragli di una steccionata. Saranno i recinti di un allevamento forzato o le fiancate di un camion preposto al trasporto animali, che in massa le porta al macello?
Nella doppia pagina successiva la scena si apre. Un’orca vive in una vasca in un Under Sea Water World qualsiasi in giro per il mondo e per quanto spazio abbia il suo recinto è sempre una teca in proporzione all’oceano nel quale dovrebbe vivere libera. Ma si paga il biglietto per vederla, per ammirarla, appagandoci della sua bellezza senza pensare all’umiliazione che le viene inflitta: per avere un pesce deve saltare nel cerchio. Ed è sola.
La stessa sorte è riservata all’elefante del circo, ammaestrato ed abbigliato, in catene quando non lavora, in gabbia quando viaggia. Lontano da habitat e clima a lui consoni, “addomesticato” da un uomo con frusta e zuccherini.
Ma siamo proprio sicuri di poterli trattare così?
L’uomo è diventato così arrogante da credere di essere un animale superiore ed da pretendere di fare ciò che vuole degli altri animali con i quali ha sempre condiviso il pianeta?

Ma ci siamo mai chiesti cosa provano loro?
Cosa prova un cane che si vede sistemato in una cuccia di caldo e fitto pelo, agghindato come una bambola e portato a passeggio in una borsa da una padrona perfettamente vestita con la pelliccia di un altro animale morto per il suo piacere? E mai si domanda se il cane è felice o se quello che prova è di sentirsi estremamente ridicolo. É coerente l’umano animale quando ricopre di così tante attenzioni il suo cane e nell’armadio custodisce avido pellicce di inestimabile valore?

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Per arrivare ad una sola domanda: e se qualcuno lo facesse a noi?
Se fossimo noi quelli chiusi in una boccia di vetro costretti a girare in tondo per sgranchirci un po’ le gambe o tenuti in gabbia su altalene colorate come magnifici uccelli tropicali o fossimo noi quelli costretti alla catena nella fredda sala d’aspetto di un macello, nudi come natura ci ha fatto, soli ad ascoltare chi prima di noi…
Che qualità di vita ha un essere vivente che vive rinchiuso, solo, umiliato, avvilito e senza diritti?

É qui che ci vuole condurre Roger Olmos con le sue immaginemotive. E J.M.Coetzee, Premio Nobel per la Letteratura 2003, e Jane Goodall, fondatrice del Jane Goodall Institute e Messaggero di Pace ONU, con i loro intensi messaggi introduttivi. E Logos Edizioni che lo ha tradotto e pubblicato in Italia mantenendo il testo in inglese a fronte e FAADA che da svariati anni da Barcellona promuove il rispetto per gli animali in ambito sociale, legale ed educativo, lavorando per migliorarne le condizioni di vita e la legislazione applicata agli animali da compagnia, alla fauna esotica e selvatica e degli animali usati per il consumo e l’intrattenimento.
A sensibilizzarci, per cominciare a guardare con occhi nuovi gli altri esseri umani ed il Pianeta che popoliamo e che ci ospita tutti quanti assieme, per poter passare da questo silenzio amaro, carico di emotività, ad un messaggio di speranza: BASTA!
Ce la possiamo fare! Possiamo cambiare usando coerenza ed applicando la regola del rispetto alle nostre abitudini, nei gesti quotidiani per dare il buon esempio, per poter crescere le nuove generazioni con una consapevolezza diversa e diverse prospettive, lasciando loro un mondo che accenna ad essere migliore.

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Ed è così che Roger Olmos ci lascia, con questo desiderio che metaforicamente raffigura in un grande e commosso abbraccio tra l’uomo e le diverse specie di animali. Una calorosa e forte stretta che non conosce confini né razze.

Un albo che non può lasciare indifferenti, adulti e bambini, per cominciare a parlare loro di sfruttamento, di ecosistema, di emissioni di CO2, di inquinamento, di esseri vivienti, di rispetto, di diritti, di animali fratelli e di tanto, tanto altro ancora.

Marina Petruzio

SENZAPAROLE
di ed illustrato da Roger Olmos
Ed.: Logos Edizioni
Traduzione di Valentina Vignoli
Euro: 15,00
Età di lettura: dai 9 anni


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