Cinema

L’amore tra Therese e Carol

Giorgio Raulli
15 febbraio 2016

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Therese (Rooney Mara) è una giovane ragazza, impiegata in un grande magazzino a Manhattan, che un giorno incontra Carol (Cate Blanchett), una cliente attraente: tra loro scatta qualcosa, una simpatia e un’intesa destinata a rafforzarsi e a trasformarsi in qualcosa di più. Ma sono gli anni ’50, e i loro sentimenti sono ostacolati dalla moralità comune dell’epoca, oltre che dal marito di Carol, il quale non accetta di divorziare dalla moglie e dalla figlia che ha avuto con lei.

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Dopo più di sette anni e un’esperienza televisiva nel 2011 (la miniserie HBO Mildred Pierce), il regista Todd Haynes torna al cinema con Carol, film basato sul romanzo The price of salt di Patricia Highsmith, storia d’amore saffico ai tempi della Guerra Fredda e delle discriminazioni. A differenza di Lontano dal Paradiso (dello stesso regista), con cui condivide il punto di vista femminile, le ambientazioni e i toni melodrammatici, questa pellicola rende centrale il tema dell’omosessualità ponendolo sotto una lente sbiadita e quasi onirica…vintage.

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Il regista ha un innegabile talento nel creare atmosfere intime, valorizzando i canoni estetici stile anni ’50 anche attraverso bellissimi costumi; la storia però non decolla mai davvero, o meglio, verso la metà del film ci si rende conto che non c’è un evento particolare o una meta emozionale da raggiungere: in una prima parte è Therese la figura centrale, per poi lasciare il testimone a Carol e alle sue difficoltà col divorzio dal marito; costruito in questo modo Carol si presenta semplicemente come una storia d’amore da vivere nascostamente. Ma nulla che non sia stato già mostrato mille volte.

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I dialoghi sono sempre sottili e sofisticati, aiutati dall’ottima recitazione delle due attrici protagoniste, ma è forse l’unico aspetto che riesce a conquistare l’attenzione. Per il resto, la repressione sessuale di quell’epoca è un tema trattato già molte volte (I Segreti di Brokeback Mountain, solo per citarne uno dei più famosi) e spesso con tinte ben più nitide e precise di quanto fatto in Carol. La società moralista e bigotta in cui vivono le due donne non sembra proprio ostacolare il loro amore: se ovviamente non possono essere se stesse alla luce del giorno, i due personaggi finiscono per innamorarsi comunque, e riescono anche a vivere con intensità i loro sentimenti.

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Un ostacolo serio c’è, in effetti, ma il marito di Carol non viene minimamente percepito come un irragionevole impedimento, quanto piuttosto sembra essere confuso e pieno di rabbia per la situazione, mosso dai suoi sentimenti per la moglie; senza senso sono invece le azioni legali basate sulla dubbia condotta morale della donna riguardo l’affidamento della figlia. Non c’è più di questo in Carol, se non la spontaneità e l’eleganza di un amore, dal primo sguardo alla voglia di stare insieme, dal desiderio fisico al desiderio della felicità per l’altro. Uscito in Italia il 5 gennaio, ha ben 6 nomination agli Oscar 2016, alcune davvero meritate (Miglior attrice protagonista, Miglior attrice non protagonista, Miglior fotografia e Migliori costumi), altre forse meno (Miglior sceneggiatura non originale e Miglior colonna sonora).


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