Musica

Lanciare il seme della cultura

Daniel Seminara
12 novembre 2013

Arcangelo+Corelli

Non è mai facile parlare oggettivamente di qualcosa di cui in prima persona si è fatto parte. Le emozioni si sovrappongono ai ricordi e la memoria ne esce sfuocata. L’occasione che voglio raccontare coinvolge allo stesso tempo un progetto didattico e un’esperienza umana che riescono a trasformare l’inaugurazione dell’anno accademico di un Conservatorio da un momento di ordinaria e parzialmente stucchevole amministrazione in qualcosa di più, che sicuramente rimane impresso nei cuori. In questo bisogna rendere merito all’Istituzione che, in maniera lungimirante, riesce ad essere la scintilla che accende la fiamma e dà origine all’idea. In un momento in cui la crisi culturale imperversa e dove è latente il rischio di apatica stagnazione, è importante che ci sia un sottofondo istituzionale in grado di prendersi carico della funzione culturale. In particolare, il Conservatorio Cantelli è l’istituzione che nello specifico merita l’elogio.

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L’inaugurazione dell’anno accademico, che ha avuto luogo l’8 novembre scorso, è naturalmente solo il pretesto per aprire questa narrazione; se si fosse trattato soltanto di un momento a se stante non sarebbe nemmeno opportuno parlarne. L’avvenimento è invece il derivato di numerose iniziative, quale “Il mondo della chitarra”, che solo nelle ultime due settimane ha portato sul palco dell’auditorium alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale della chitarra jazz e classica, o il “Festival fiati”, che per la sua rilevanza ha ricevuto la medaglia premio del Presidente della Repubblica; ma non solo, dato che oltre a fungere da sintesi, l’inaugurazione dell’anno accademico è stato anche un momento centrale nel porre uno splendido seme per il futuro.

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Il compito di rappresentare le attività del Cantelli è stato dato a tre settori musicali: il contemporaneo, l’antico e la musica sacra. Il neo ensemble contemporaneo ha tenuto battesimo con Frederic Rzewski. La produzione di questo importante autore americano che ha fatto della musica militante la sua bandiera si esplicita in Coming Together, che nell’occasione ha avuto la pregevole direzione del Maestro Carlo Boccadoro. I 300 anni della nascita di Corelli sono risultati l’opportunità adatta a presentare una delle Sonate a tre eseguita su strumenti d’epoca, mentre il coro ha presentato un Veni Creator del compositore Massimo Palombella.
L’esplosione di successo e di entusiasmo che ha accompagnato la manifestazione fa ben sperare per il futuro. In tutta Italia ci sono moltissime altre iniziative che, pur non balzando agli onori della cronaca, celano un elevato valore artistico troppo prezioso per andar perduto.

Daniel Seminara


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