Fotografia

L’antico Giappone in mostra a Parma

Francesco Costa
9 marzo 2016
Kusakabe Kimbei (attr.), Il Parco del Principe Hotta a Tokyo, ante 1893

Kusakabe Kimbei, Il Parco del Principe Hotta a Tokyo, ante 1893

Dal 5 marzo il Palazzo del Governatore di Parma ospita la mostra Giappone segreto, rassegna curata da Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, e Marco Fagioli, col patrocinio del Comune di Parma, prodotta da GAmm Giunti, in collaborazione con il Museo delle Culture di Lugano e la Fondazione Ada Ceschin e Rosanna Pilone di Zurigo.
Un’esposizione di 140 fotografie, una selezione di veri capolavori al vertice della fotografia nipponica, sviluppatasi tra il 1860 e il 1910. Durante questo periodo, infatti, venne creato un originale connubio tra la tecnica fotografica occidentale e l’arte figurativa giapponese: un’esperienza culturale particolarissima, che va sotto il nome di Scuola di Yokohama, e che conta tra i suoi maggiori interpreti Felice Beato (1832-1907), Raimund von Stillfried-Ratenicz (1837-1911), Adolfo Farsari (1841-1898), Ueno Hikoma (1838-1904), Kusakabe Kimbei (1841-1934), Tamamura Kōzaburō (1856-1923) e Ogawa Kazumasa (1860-1929). L’esposizione permette agli spettatori occidentali di approfondire questo singolare momento della fotografia nipponica, capace di unire l’avanguardia del mezzo fotografico con le antiche tecniche grafiche giapponesi, espresse dalla maestria dei pittori locali, eredi di una raffinata tradizione caratterizzata dalla perfetta applicazione del colore anche su minuscole superfici. Il risultato è la creazione di stampe fotografiche su carta all’albumina delicatamente colorate singolarmente a mano.

  • Kusakabe Kimbei, Donna che si lava i capelli, 1890 circa

  • Kusakabe Kimbei, Incontro di kendo, ante 1893

  • Kusakabe Kimbei, Portantina, ante 1893

  • Kusakabe Kimbei, Tre ragazze, 1880-1890

  • Ogawa Kazumasa, Artigiana in posa a lato di una parete di zoccoli tradizionali, 1890 circa


Il percorso espositivo è suddiviso in diverse aree tematiche, che permettono allo spettatore di immergersi in questo mondo affascinante e lontano. Una sezione ripercorrerà Il viaggio dei globetrotter lungo le strade del Giappone, attraverso vedute dall’alto di paesi e città, di villaggi, castelli e spazi urbani, oltre a scenari marini e fluviali, come vie d’acqua, ponti, canali e imbarcazioni. Si proseguirà poi analizzando La vita quotidiana, con scene rurali e attività contadine, ma anche interni di abitazioni e individui impegnati in altre attività economiche; ne Il mondo dell’arte saranno invece presentate immagini di momenti di teatro, musica e danza. La parte Religione e ritualità ospiterà i ritratti di religiosi e di attività liturgiche e cerimoniali. Spettacolare la sezione dedicata agli Eroi dell’ultraesotico, che mostra alcuni dei personaggi tipici della cultura giapponese del tempo, come sàmurai, kendoka, lottatori di sumo e tatuati. Infine, un’area dedicata all’immagine della donna nella cultura nipponica, affascinante frutto di canoni estetici e clichè così lontani dalla nostra cultura, ma destinati a sopravvivere nel tempo, arrivando siano ad oggi.
Ideale accompagnatore per il pubblico, Enrico II di Borbone che, con la moglie Adelgonda, intraprese un lungo viaggio nel Paese del Sol Levante tornando a Parma con una vastissima collezione di opere d’arte giapponesi, che hanno costituito il patrimonio da cui è nato, nel 1925, il Museo d’Arte Orientale di Venezia. Dei coniugi verranno esposti i ritratti in abiti tradizionali e il carteggio scritto da Adelgonda di Braganza, attualmente conservato a Parma dall’Ordine Costantiniano di San Giorgio.
La mostra costituisce anche un’occasione per celebrare il recente accordo tra Parma e la Prefettura di Kagawa e il 150° anniversario della firma del Trattato di Amicizia e di Commercio tra Italia e Giappone.

Giappone segreto
05 Marzo 2016-05 Giugno 2016
Parma, Palazzo del Governatore
Orari: dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 18; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 20. Lunedì chiuso.
La biglietteria chiude un’ora prima.

 


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