Letteratura

L’antieroe del giallo: Arthur Jelling per riscoprire Scerbanenco

staff
11 dicembre 2011


Il 28 luglio 1911 nasceva a Kiev Giorgio Scerbanenco.
Scrittore un po’ per caso, un po’ per necessità, ebbe una carriera estremamente versatile e prolifica, che seppe spaziare in ogni campo della narrativa e del giornalismo: dal rosa al western, dalla fantascienza alla cronaca, fino addirittura alla “posta del cuore”.
Fu però il genere poliziesco ad essere il campo privilegiato della sua scrittura, tanto che dal 1993 gli è stato intitolato il più importante premio per la narrativa gialla italiana. Quest’anno, la sera del 7 dicembre, lo Scerbanenco 2011 è stato assegnato a Gianni Biondillo, con il suo “I materiali del killer”.
E’ proprio in occasione del centenario dalla nascita che, soprattutto a Milano – dove lo scrittore visse dai 16 anni sino alla morte – è stata promossa una serie di eventi che ne hanno onorato la memoria.
In particolare, Sellerio editore rispolvera i primi tre romanzi con cui l’autore fece il suo debutto nella detective fiction, riunendoli per la prima volta in un unico volume.
Se state pensando alla fortunata serie di Duca Lamberti, protagonista di “Venere privata” e “I milanesi ammazzano al sabato”, vi sbagliate di grosso, lettori disattenti.
Lo scrittore, infatti, aveva conquistato il pubblico italiano ben prima. Ossia a partire dal 1940 quando diede voce ad un altro indimenticabile protagonista: Arthur Jelling, che di professione non fa nemmeno il detective, ma l’archivista della Direzione di Polizia. Un antieroe coi fiocchi: educato, timidissimo, assolutamente metodico e ordinato quasi da dar fastidio, è capace di risolvere i misteri più intricati grazie alla sua logica stringente e alla sua capacità intuitiva, unite ad una fine attitudine all’indagine psicologica.
In una veste editoriale sofisticata e di gran classe – che, come al solito, contraddistingue le pubblicazioni dell’editore palermitano – “Tre casi per l’investigatore Jelling” riunisce le prime avventure del singolare protagonista: pubblicati tra il 1940 e il 1941 “Sei giorni di preavviso”, “La bambola cieca” e “Nessuno è colpevole” stregano il lettore fino all’ultima pagina, mettendo in scena, in una Boston che assomiglia tanto all’Italia, attori sull’orlo di una crisi di nervi, inquietanti cliniche mediche e battute di caccia in cui, ovviamente, ci scappa il morto.
Alta tensione e attenzione ai dettagli in quasi 600 pagine di suspense, colpi di scena e furbi sorrisi. Per veri intenditori, un tributo al genere giallo più classico.
Se poi l’acutezza di analisi ed il buffissimo impaccio di Jelling vi avranno conquistati, Sellerio ha già pubblicato “L’antro dei filosofi”, “Il cane che parla” e “Lo scandalo dell’osservatorio astronomico” (questo sesto Jelling è un manoscritto ritrovato postumo e pubblicato solo di recente).

 

Virginia Grassi


“Tre casi per l’investigatore Jelling” di Giorgio Scerbanenco, Sellerio editore, con una postfazione di Roberto Pirani, pp. 582.


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