Advertisement
Cinema

L’apprendista stregone, Disney 2010

Giorgio Merlino
10 giugno 2011


Il pluricentenario stregone Balthazar Blake (Nicolas Cage) ha dedicato la propria vita alla ricerca del “Sommo Merliniano”, il diretto discendente di Mago Merlino e l’unico in grado di sconfiggere la malefica Strega Morgana. Una volta trovato, Balthazar sottopone il ragazzo ad un duro addestramento per fargli scoprire il più in fretta possibile tutti i segreti della magia. Il giovane apprendista inizia un viaggio interiore alla riscoperta di se stesso con lo scopo ultimo – tanto per cambiare – di salvare il mondo. Tra folgori plasmatiche, draghi sputafuoco e statue volanti, il tutto ambientato nella modernissima Manhattan, riusciranno i nostri eroi a sconfiggere la cattivona di turno?
Tra gli ultimi nati in casa Disney, “L’apprendista stregone” si ispira liberamente alle magiche avventure di Topolino in “Fantasia” (1940) che, accompagnate dalla musica di Dukas, a loro volta prendono spunto dall’omonima ballata di Goethe. Ed è proprio per rendere omaggio al capolavoro che viene riproposta una moderna rivisitazione dell’arcinoto episodio delle scope stregate. Esilarante.
Come in ogni prodotto disneyano la musica possiede un ruolo fondamentale: resa famosa dal film, la canzone dei OneRepublic “Secrets” ha spopolato diventando anche un videoclip musicale con le scene più belle.
Riuscire a fondere fiaba e mondo moderno è impresa ardua e spesso ha condotto a veri e propri “flop” della cinematografia, ma non è certamente questo il caso. Come da buona tradizione, l’eredità di Walt ci ha regalato due ore di evasione dalla realtà e quella tipica sensazione di quando eravamo bambini di poter affrontare qualsiasi cosa grazie al lieto fine.
Ma gran parte del merito spetta anche al cast: un Nicolas Cage saggio, stravagante e ironico, che con la sua quarta interpretazione nei film Disney ha ormai dimostrato di poter affrontare ogni ruolo cinematografico possibile e immaginabile; e una giovane promessa, Jay Baruchel, che ha dato buona prova di sé nella commedia “Lei è troppo per me”, ed è stata scoperta dagli stessi autori de “Il mistero dei templari” e “Il mistero delle pagine perdute”.
Tra effetti speciali mozzafiato, una trama avvincente e simpatiche gag, il risultato è una divertente commedia adatta a ogni età; da gustare in famiglia.

 

Giorgio Merlino


Potrebbe interessarti anche