Arte

L’arte dei libri: Chester Beatty Library

staff
24 settembre 2011


La parola scritta come artificio rivelatore dell’intrinseca natura e spiritualità umana: questa pare essere la principale chiave di lettura della Chester Beatty Library di Dublino.
Descritta da Lonely Planet come “non soltanto il migliore museo d’Irlanda, ma uno dei migliori d’Europa”, è una struttura espositiva meno nota al grande pubblico rispetto ad altre mete turistiche dublinesi, ma altresì dotata di un indubbio e forse superiore valore artistico.
L’accesso alla Biblioteca, gratuito, avviene tramite il giardino del Dublin’s Castle. Vi sono due sale espositive: la prima è dedicata alla vita di Sir Alfred Chester Beatty ed alla sua magnifica collezione; la seconda ha come tema le grandi religioni del mondo, fra cui ebraismo, cristianesimo, islamismo, buddismo e induismo. A completare il complesso architettonico vi sono la Biblioteca di Consultazione, sala di lettura con un’ampia dotazione di libri in continua espansione, ed il Giardino Pensile, progettato con un taglio artistico che riflette pienamente l’atmosfera della Chester Beatty Library.
Lo stile della Biblioteca, eletta “European Museum of the Year 2002”, è eclettico ma centripeto, dal momento che le numerose ed inaspetate diramazioni artistiche e culturali che si dipanano dall’esposizione si rivolgono unitariamente alla definizione di un medesimo patrimonio spirituale, comune alle tradizioni delle maggiori civiltà. Nella sua versatilità, la collezione esemplifica la ricchezza della creatività umana dal 2700 avanti Cristo circa sino ai giorni nostri.
Manoscritti, stampe, icone, miniature, libri antichi e oggetti artistici provenienti da diverse regioni dell’Asia, del Medio Oriente, dell’Africa settentrionale e dell’Europa ricostruiscono le vicissitudini della parola scritta, quella geniale invenzione grazie a cui l’uomo ha potuto tramandare nei secoli il suo sapere costruendo la propria identità collettiva. Tale percorso è tratteggiato mediante un profilo particolarmente attento ai volumi religiosi. Non è certo un caso: la religione è Tradizione, in quanto patrimonio spirituale che l’uomo ha tentato di tradire-tramandare appunto-nel corso dei secoli. Strumento fondamentale di tale trasmissione spirituale, è stato il libro, decisamente più effica della parola scritta se è vero che “verba volant, scripta manent”.
Le “grandi religioni del libro” si sono inoltre affermate mediante una ricezione del Divino che della parola scritta non ha potuto fare a meno.
Tale consapevolezza doveva esser ben salda in quel magnate dell’industria mineraria americana grazie a cui possiamo oggi ammirare tali tesori: Sir Alfred Chester Beatty. Collezionista appassionato, trasferitosi in Irlanda nel 1950, costruì a Strewsbury Road una biblioteca per la sua collezione di opere d’arte, inaugurata ufficialmente nel 1954. Alla sua morte, avvenuta nel 1968, la preziosa raccolta fu lasciata in eredità ad un fondo fiduciario a beneficio del pubblico. E da quel momento non ha mai smesso di stupire, regalando ai visitatori delle suggestioni culturali le cui radici risiedono nella più autentica interiorità umana.

 

Luca Siniscalco


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